ROMA (ITALPRESS) - A marzo il debito delle Amministrazioni pubbliche è aumentato di 19,5 miliardi rispetto al mese precedente, risultando pari a 3.158,8 miliardi. Lo rende noto la Banca d'Italia.Il fabbisogno delle Amministrazioni pubbliche (31,5 miliardi) ha più che compensato la riduzione delle disponibilità liquide del Tesoro (10,8 miliardi, a 64,0) e l'effetto degli scarti e dei premi all'emissione e al rimborso, della rivalutazione dei titoli indicizzati all'inflazione e della variazione dei tassi di cambio (1,2 miliardi).Il debito delle Amministrazioni centrali è aumentato di 19,9 miliardi, mentre quello delle Amministrazioni locali è diminuito di 0,4 miliardi. Il debito degli Enti di previdenza è rimasto invece sostanzialmente stabile.La vita media residua del debito - immutata rispetto al mese precedente - è risultata pari a 7,9 anni.La quota del debito detenuta dalla Banca d'Italia è diminuita al 17,6 per cento (dal 18,0 del mese precedente). A febbraio (ultimo mese per cui questo dato è disponibile) la percentuale del debito detenuta dai non residenti è aumentata al 35,4 per cento (dal 34,8 dello scorso gennaio), mentre quella detenuta dagli altri residenti (principalmente famiglie e imprese non finanziarie) è lievemente diminuita al 14,2 per cento (dal 14,3 del mese precedente).A marzo le entrate tributarie contabilizzatenel bilancio dello Stato sono state pari a 38,9 miliardi, inaumento del 2,2 per cento (0,8 miliardi) rispetto alcorrispondente mese del 2025. Nei primi tre mesi del 2026 leentrate tributarie sono state pari a 129 miliardi, in aumentodello 0,8 per cento (1 miliardo) rispetto allo stesso periododell'anno precedente.- Foto IPA Agency -(ITALPRESS).





