PRINCIPALI PROVVEDIMENTI DELLA GIUNTA REGIONALE
PRESIDENZA DELLA REGIONE
Partiamo in tono celebrativo: la Giunta ha deciso di organizzare la “Festa dei protagonisti olimpici e paralimpici della Valle d’Aosta”, prevista il 30 maggio 2026 a Gressan, con una spesa di 16.500 euro.
Una cifra che non cambia la storia del bilancio regionale, ma che racconta bene il bisogno di costruire momenti simbolici: gli atleti si celebrano, il territorio si racconta, e la politica si prende la sua quota di luce riflessa. Nulla di nuovo sotto il sole, ma almeno qui il messaggio è chiaro: sport come vetrina identitaria.
Sul fronte più “tecnico”, arrivano una serie di nomine nelle società partecipate e fondazioni. È il classico capitolo che raramente accende i riflettori ma che, nella sostanza, disegna pezzi importanti della governance regionale. Tra CdA e collegi sindacali, la macchina amministrativa continua a ruotare con la consueta precisione.
OPERE PUBBLICHE, TERRITORIO E AMBIENTE
Qui si passa dal simbolico al materiale.
Via libera a una proposta d’intesa con il Comune di Cogne per il prolungamento della galleria paramassi “Sisoret” lungo la S.R. 47. Tradotto: sicurezza su una delle strade che, in Valle, non è mai solo una strada ma un equilibrio costante tra accessibilità e rischio.
Sul fronte culturale-turistico, arriva invece una mossa interessante: biglietti cumulativi per musei e castelli, con l’obiettivo dichiarato di integrare offerta culturale e ambientale. L’idea è semplice e sensata: se il turista è uno solo, almeno facciamogli vedere più cose senza complicargli la vita.
E c’è anche un’apertura alla gratuità per la Giornata internazionale dei musei. Piccoli segnali, ma utili per costruire un’immagine di sistema culturale meno frammentato.
SANITÀ, SALUTE E POLITICHE SOCIALI
Qui la Giunta entra in un terreno delicato, dove i titoli sono sempre più importanti delle cifre.
Si parte con l’autismo: avvio di un’istruttoria pubblica per co-progettazione con il Terzo settore. L’impostazione è quella ormai consolidata: meno gestione diretta, più partenariato. Funzionerà? Dipende, come sempre, da come si traduce nella pratica.
Sul fronte infanzia, il piano 2026 conferma 844 posti nido e ne aggiunge 8. Numeri piccoli ma politicamente significativi: la domanda cresce, l’offerta si adegua a piccoli passi. In Valle, più che altrove, ogni posto nido è una scelta di politica familiare concreta.
Arriva poi il bando antiviolenza da 40 mila euro. Non è una cifra enorme, ma il tema lo è eccome: qui la sfida non è tanto “fare”, ma coordinare bene chi già lavora sul campo.
Infine, il piano West Nile e Usutu. Tema tecnico, ma non banale: prevenzione sanitaria e sorveglianza epidemiologica diventano sempre più una routine amministrativa, segno dei tempi.
SVILUPPO ECONOMICO, FORMAZIONE E LAVORO, TRASPORTI E MOBILITÁ SOSTENIBILE
Qui il piatto forte è il bando “Ricerca 2026”: 3,5 milioni di euro per progetti di ricerca industriale e sviluppo sperimentale.
L’obiettivo è noto: agganciare imprese e innovazione, possibilmente evitando che le idee migliori emigrino altrove. La condizione è sempre la stessa: non basta finanziare, serve creare ecosistema. E quello, in Valle, resta il vero cantiere aperto.
TURISMO, SPORT E COMMERCIO
Chiudiamo con un classico: mutui agevolati per un’operazione commerciale ad Aosta e interventi su un immobile a Champdepraz.
Oltre due milioni di euro complessivi per lavori, cambio destinazione d’uso, arredi e insegne. In sintesi: si investe sul commercio come leva di riqualificazione, un approccio che in Valle resta uno dei pilastri più utilizzati.
Nel complesso, una Giunta che alterna celebrazione e manutenzione ordinaria del sistema. Poco “colpo di teatro”, molto lavoro di aggiustamento continuo.
Se proprio si vuole trovare una chiave di lettura, è questa: la Valle d’Aosta continua a vivere di equilibrio tra gestione del presente e tentativi di progettare futuro. Con risultati disomogenei, ma con una costante: tutto passa da delibere che, prese singolarmente, sembrano tecniche; sommate, raccontano la direzione politica reale.
E come spesso accade, il punto non è cosa si decide oggi. È cosa succede quando queste decisioni devono camminare da sole, fuori dalle carte della Giunta.





