C’è una memoria che il tempo non riesce a cancellare. Una memoria fatta di uomini, di montagne, di servizio e di sacrificio. A Pollein, questa mattina, quella memoria è tornata viva nel silenzio composto dell’eliporto militare, dove autorità civili e militari, associazioni d’arma, familiari delle vittime e cittadini hanno commemorato il 53° anniversario della tragedia aerea del 14 maggio 1973.
Un momento carico di emozione, che ha riportato alla mente uno degli episodi più drammatici della storia militare valdostana e degli albori del soccorso alpino moderno. Quel giorno di primavera di oltre mezzo secolo fa, un elicottero militare Ab 205 del 545° squadrone, impegnato in una missione di ricognizione nei pressi di La Thuile, precipitò al suolo poco distante dall’eliporto di Pollein durante il rientro alla base.

Il Piccheto d'onore
Erano anni pionieristici. Gli uomini della Scuola militare alpina e i reparti dell’Aviazione leggera dell’Esercito stavano costruendo, spesso in condizioni difficili e con mezzi ancora sperimentali, le fondamenta del soccorso in montagna come oggi lo conosciamo. Volare tra le vallate alpine significava affrontare rischi enormi, in un contesto operativo dove il coraggio era parte integrante della quotidianità.
Nell’incidente persero la vita sette militari: il capitano Francesco Albarosa, il maresciallo Giancarlo Zampa, i sergenti Fabrizio Legrenzi e Michele Candiani, il capitano Franco Elia, il secondo pilota tenente Raffaello Arata e il meccanico di bordo sergente maggiore Luciano Galliano. Sette nomi che ancora oggi rappresentano una ferita aperta ma anche un simbolo di dedizione assoluta al servizio.
La commemorazione si è aperta con la celebrazione della santa messa, seguita dagli onori ai Caduti resi da un picchetto armato e dalla deposizione di una corona di fiori. Un rito solenne, scandito dal silenzio e dal rispetto, che ha trasformato l’eliporto di Pollein in un luogo di memoria collettiva.
Presenti alla cerimonia il sindaco di Pollein, le massime autorità militari valdostane, una nutrita rappresentanza delle associazioni combattentistiche e d’arma e i familiari delle vittime, testimoni di un dolore che, pur attraversando le generazioni, continua a essere custodito con dignità e orgoglio.
L’iniziativa è stata organizzata dal Comando del Centro Addestramento Alpino, rappresentato dal vicecomandante colonnello Alessandro Nossen e dal capo ufficio affari territoriali e di presidio della Valle d’Aosta, colonnello Davide Dal Maso, in coordinamento con il 34° Distaccamento permanente “Toro” di Venaria Reale.
Nel corso degli interventi conclusivi, il Vice Comandante del Centro Addestramento Alpino, il sindaco di Pollein e i rappresentanti dei familiari hanno richiamato il valore della memoria storica, sottolineando come il sacrificio di quei sette militari continui ancora oggi a rappresentare un esempio di spirito di servizio, altruismo e amore per la montagna.

Tribuna delle Autorità
A distanza di 53 anni, la tragedia di Pollein resta una pagina scolpita nella storia valdostana. Non solo per il dolore che provocò, ma anche perché racconta un’epoca fatta di uomini che affrontavano la montagna con mezzi limitati ma con straordinario senso del dovere. E forse è proprio questo il significato più profondo della commemorazione celebrata oggi: ricordare che dietro ogni progresso del soccorso alpino moderno ci sono storie di coraggio e vite spezzate troppo presto.







