È una durissima offensiva politica quella lanciata da Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta dopo la pubblicazione, da parte del quotidiano La Stampa, di un documento interno che rischia di aprire una nuova e pesantissima frattura nel già fragile equilibrio politico valdostano. Un testo che Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta definisce senza mezzi termini “un’autentica bomba che scuote tutto il Palazzo regionale”.
Secondo quanto denunciato da Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta, già nel novembre 2024 la segretaria generale e l’ufficio legislativo della Presidenza del Consiglio regionale avevano formalizzato, attraverso una nota firmata da tre dirigenti, l’esistenza di un impedimento normativo che avrebbe reso impossibile per il presidente della Regione Renzo Testolin e per il vicepresidente Luciano Bertschy far parte della Giunta in una successiva legislatura.
Al centro della vicenda vi sarebbe l’interpretazione dell’articolo 3, comma 3, della legge regionale 21 del 2007. Un parere interno che, secondo Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta, sarebbe rimasto chiuso nei cassetti del potere per oltre un anno e mezzo, senza mai essere reso pubblico né trasmesso ufficialmente ai consiglieri che ne avevano fatto richiesta.
Nel comunicato diffuso oggi, Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta parla apertamente di documento “tenuto nascosto” e punta il dito contro l’allora Ufficio di presidenza del Consiglio regionale, composto da esponenti dell’Union Valdôtaine, del Partito Democratico e della Lega Vallée d'Aoste, oltre che contro i vertici unionisti, accusati di essere stati a conoscenza della nota senza averla mai divulgata.
Un’accusa pesantissima, che rischia di trasformarsi in un nuovo terremoto istituzionale. Nel testo diffuso da Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta si sostiene infatti che le consigliere regionali Chiara Minelli ed Erika Guichardaz avessero “più volte chiesto e insistito affinché ci fosse una nota scritta”, senza però ottenere alcuna risposta ufficiale dalla Presidenza del Consiglio.
Non solo. Secondo Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta, nemmeno dopo la diffusione del parere del professor Morrone da parte di Rete Civica sarebbe stato prodotto il documento interno ora emerso. “Tutti silenti!”, scrive il movimento politico, usando toni che lasciano intuire quanto la tensione sia ormai arrivata al punto di rottura.
Il passaggio più duro del comunicato riguarda però direttamente la legittimità politica dell’attuale governo regionale. Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta sostiene infatti che Renzo Testolin e Luciano Bertschy “hanno potuto presentarsi alle elezioni regionali del settembre 2025 come potenziali candidati alla Presidenza e alla Vicepresidenza anche se erano ineleggibili a tali cariche”.
Parole che assumono un peso politico enorme perché insinuano non solo un problema giuridico, ma anche una presunta volontà di occultamento istituzionale. Nel documento diffuso da Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta si parla apertamente di “copertura veramente disonesta” e di una situazione portata alla luce soltanto grazie “al ricorso di AVS e alla sentenza del Tribunale di Aosta”.
Il movimento conclude chiedendo un passo indietro immediato del presidente della Regione. “La misura è colma”, scrive Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta, sostenendo che Renzo Testolin dovrebbe dimettersi e ritirare il ricorso in appello. Secondo AVS, infatti, il documento pubblicato oggi potrebbe finire davanti alla Corte d’Appello di Torino e incidere sull’esito della causa ancora aperta.
La vicenda rischia ora di avere conseguenze politiche e istituzionali di ampia portata. Perché al di là degli aspetti giuridici, la questione tocca un nodo delicatissimo: il rapporto tra trasparenza amministrativa, correttezza istituzionale e fiducia dei cittadini verso il Palazzo regionale. E proprio su questo terreno Alleanza Verdi e Sinistra Valle d'Aosta sembra intenzionata a giocare una battaglia politica destinata ad accompagnare per settimane il dibattito valdostano.





