Certe visite hanno il sapore della formalità istituzionale. Altre, invece, raccontano qualcosa di più profondo: appartenenza, memoria, identità. È il caso della visita ufficiale del Generale di Divisione Alberto Vezzoli, nuovo Comandante delle Truppe Alpine dell’Esercito, che l’11 e 12 maggio ha raggiunto il Centro Addestramento Alpino di Aosta per incontrare il personale e conoscere da vicino le strutture operative del territorio valdostano.
Un appuntamento altamente simbolico, ma anche carico di significato strategico, perché il Centro Addestramento Alpino non è soltanto una caserma o una scuola militare: è uno dei pilastri dell’Esercito Italiano, il luogo dove si formano le nuove generazioni di alpini e dove si sperimentano capacità operative che tutto il mondo guarda con attenzione.
Ad accogliere il Generale Vezzoli è stato il Generale di Brigata Alessio Cavicchioli, Comandante del Centro, che ha accompagnato il vertice delle Truppe Alpine nelle varie sedi di Aosta e Courmayeur, mostrando infrastrutture, attività e uomini che ogni giorno rendono il Centro un’eccellenza assoluta nel panorama militare nazionale.

I discorso alle truppe schierate
La visita è iniziata al Castello Cantore di Aosta, cuore storico e simbolico dell’istituzione. Qui il Generale Vezzoli ha reso omaggio alla bandiera di Istituto, firmando poi l’albo d’onore in un clima di forte partecipazione emotiva. Nella Sala Rotonda si è svolto l’incontro con il personale, seguito dalla visita alle infrastrutture della sede aostana.
Poi il trasferimento a Courmayeur, alla Caserma Perenni, sede del Reparto Attività Sportive del Centro Addestramento Alpino. Un luogo che rappresenta perfettamente la fusione tra addestramento operativo, preparazione atletica e cultura della montagna. Qui il Generale ha pranzato con il personale e visitato le strutture operative del reparto, respirando da vicino quell’atmosfera fatta di disciplina, sacrificio e orgoglio alpino che continua a distinguere il Corpo.
La seconda giornata si è aperta alla Caserma Battisti di Aosta con l’alzabandiera, alla presenza di tutto il personale effettivo. Un momento solenne, seguito dall’incontro con quadri e militari e dalla visita alle infrastrutture della caserma.
Ma questa non è stata una semplice visita di rappresentanza. Per il Generale Alberto Vezzoli, infatti, Aosta rappresenta anche un ritorno alle origini. Negli anni Novanta aveva infatti prestato servizio proprio presso la storica Scuola Militare Alpina, quando il capoluogo valdostano era sede della formazione degli allievi ufficiali di complemento delle Truppe Alpine.

Incontro col personale del Reparto Attività Sportive
Un legame personale e professionale che rende ancora più significativa questa visita. Perché il Centro Addestramento Alpino non è solo una struttura militare: è una comunità, un patrimonio umano e tecnico che continua a evolversi mantenendo intatti valori, tradizioni e spirito di Corpo.
Ed è proprio questo il punto centrale. In un tempo in cui spesso si parla di crisi delle vocazioni, di difficoltà nei corpi dello Stato e di perdita del senso di appartenenza, il Centro Addestramento Alpino continua invece a rappresentare un modello di efficienza, preparazione e credibilità.
Qui si addestrano soldati destinati a operare negli ambienti più estremi. Qui si sperimentano mezzi e materiali in condizioni climatiche severe. Qui si tramanda la cultura della montagna come valore operativo e umano. E tutto questo avviene in Valle d’Aosta, territorio che da sempre vive un rapporto profondo con gli Alpini e con le Forze Armate.
La visita del Generale Vezzoli certifica dunque non soltanto l’importanza strategica del Centro, ma anche il ruolo centrale che Aosta e Courmayeur continuano ad avere nel sistema alpino nazionale.
Un’eccellenza autentica, silenziosa ma concreta, che continua a formare uomini e donne capaci di affrontare la montagna, le emergenze e le sfide operative più difficili con competenza, spirito di sacrificio e orgoglio alpino.





