CRONACA - 13 maggio 2026, 12:01

Una proposta per ripensare la zona camper di Aosta

Un lettore propone di trasformare l’area dietro la Torre dei Balivi in uno spazio attrezzato e più accogliente per i camperisti, vicino al centro storico e ai principali servizi cittadini

Una proposta per ripensare la zona camper di Aosta

Il tema dell’accoglienza turistica torna al centro del dibattito cittadino attraverso la lettera di un lettore che interviene sulla situazione della zona camper di Aosta. Una riflessione che parte da una discussione nata sui social e che propone un’idea concreta: recuperare uno spazio oggi inutilizzato per trasformarlo in un’area più dignitosa, verde e funzionale per chi visita il capoluogo valdostano in camper.

Gentile Direttore,

ho seguito in questi giorni una discussione su Facebook riguardo alla nostra — diciamolo senza giri di parole — molto povera zona camper di Aosta.

Un solo spazio ufficiale, in via Caduti del Lavoro: stretto, poco accogliente, senza verde e, soprattutto, lontano dal centro. E infatti molti commenti andavano nella stessa direzione: possibile che non si riesca a offrire ai camperisti un’area più dignitosa e più vicina alla città?

Da qui nasce la mia riflessione, che vorrei condividere con il sindaco e con l’assessore competente.

Se davvero vogliamo che chi viaggia in camper possa fermarsi ad Aosta, visitarla a piedi, godersi il centro storico, i negozi e i musei — magari, perché no, raggiungendoli persino tramite la famosa ciclabile — allora serve un’area diversa: più curata, più verde, più comoda.

E un luogo, secondo me, esiste già.

Mi riferisco allo spazio dietro la Torre dei Balivi, le ex carceri: un’area enorme, oggi quasi abbandonata a se stessa. Un vuoto urbano che potrebbe diventare una risorsa.

Lì si potrebbero predisporre quei servizi minimi, ma indispensabili, per chi fa turismo in camper: carico e scarico, elettricità, qualche albero, un’area ombreggiata, magari una piccola zona verde. Niente di faraonico, solo ciò che serve per rendere Aosta una città accogliente anche per questo tipo di viaggiatori.

Non so se quell’area sia comunale o privata. Ricordo soltanto — con un po’ di nostalgia — che tanti anni fa la trattoria Manuel ci faceva la pista di pattinaggio invernale. E di quelle serate ho ricordi bellissimi.

Oggi, però, quello spazio è lì, inutilizzato. E mi chiedo: non sarebbe meglio destinarlo a un servizio turistico vero, utile, ordinato e decoroso?

Forse la mia idea sarà strampalata, non lo nego. Ma, a volte, le soluzioni più semplici sono proprio sotto gli occhi di tutti.

E se davvero vogliamo che Aosta sia una città che accoglie, e non soltanto che “tollera”, allora vale la pena discuterne.

Cordiali saluti,
Un lettore

Gentile Lettore,

La riflessione proposta dal lettore apre un tema tutt’altro che secondario: quello dell’accoglienza turistica concreta. Aosta, negli ultimi anni, ha investito molto sulla promozione del territorio, sugli eventi e sulla valorizzazione culturale, ma resta evidente come alcuni servizi dedicati al turismo itinerante risultino ancora limitati.

I camperisti rappresentano una fetta importante del turismo di prossimità: famiglie, coppie e viaggiatori che spesso scelgono soste brevi ma frequenti, con ricadute economiche dirette su ristoranti, negozi e attività locali. Offrire loro un’area attrezzata, decorosa e vicina al centro storico non sarebbe soltanto una questione logistica, ma anche un segnale di attenzione verso una forma di turismo sostenibile e sempre più diffusa.

L’idea di recuperare spazi urbani oggi poco utilizzati merita quindi almeno una riflessione da parte dell’amministrazione comunale. Anche perché, come ricorda il lettore, talvolta le soluzioni più semplici sono davvero quelle che si trovano già davanti agli occhi. pi.mi.

red

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