Chez Nous - 13 maggio 2026, 08:00

L’abbraccio tra il Papa e Ignacio a Castel Gandolfo: “Gli ho detto che sono guarito”

Il quindicenne spagnolo, colpito da un linfoma durante il Giubileo dei Giovani e per il quale Leone XIV aveva chiesto preghiere e fatto visita in ospedale, ha potuto incontrare il Pontefice a Castel Gandolfo dopo la guarigione. “Ora lo aspetto a Madrid”, le sue parole al Papa tra emozione e gratitudine

L’abbraccio tra il Papa e Ignacio a Castel Gandolfo: “Gli ho detto che sono guarito”

Quell’abbraccio che la malattia aveva impedito nei giorni più difficili, Ignacio è riuscito finalmente a darlo a Leone XIV, fuori da Villa Barberini a Castel Gandolfo, in mezzo alla folla che circondava il Papa. Un incontro breve, ma carico di significato, che chiude idealmente un percorso segnato da paura, cure intense e una rete di solidarietà che ha attraversato confini e lingue.

“Gli ho detto che mi sono curato, che grazie a Dio sto bene, che lo aspetto a Madrid”, racconta il ragazzo ai media vaticani. “Lui è stato molto felice, mi ha potuto dare un abbraccio, ho potuto salutarlo. È stato un momento veloce, ma è stato bello… Grazie a Dio e grazie al Papa”.

Il giovane spagnolo era arrivato a Roma per il Giubileo dei Giovani insieme ai fratelli, quando un’improvvisa diagnosi lo aveva strappato alla normalità: un linfoma aggressivo delle vie respiratorie. Un evento improvviso e drammatico che lo aveva portato in terapia intensiva al Bambino Gesù, dove la famiglia aveva vissuto giorni di grande incertezza.

La vicenda era arrivata fino al Papa, che dal palco di Tor Vergata aveva chiesto preghiere per il ragazzo e, pochi giorni dopo, si era recato personalmente in ospedale per incontrare i genitori e la famiglia. Un gesto che aveva trasformato una storia di dolore in una vicenda seguita e condivisa a livello internazionale.

In questi mesi, tra terapie e progressivi miglioramenti, la famiglia Gonzalvez ha vissuto un percorso lungo e complesso, sostenuto — come raccontano — da una rete di aiuti materiali e spirituali. “È stato un tempo di grazia”, dice la madre, ricordando anche la vicinanza di molte persone e la sensazione costante di non essere mai soli.

Ignacio oggi è fuori dall’ospedale e la notizia della guarigione è arrivata solo da pochi giorni. “I medici mi hanno detto che va tutto bene, che ho finito la terapia e che non c’è più il linfoma”, spiega il ragazzo, ancora incredulo per il risultato raggiunto dopo mesi difficili.

Nel racconto della famiglia, la fede ha avuto un ruolo centrale. Non solo nelle preghiere rivolte al Papa e alla comunità cristiana, ma anche nell’affidamento a figure spirituali e santi a cui i genitori si sono rivolti nei momenti più duri. Un cammino che, dicono, li ha accompagnati passo dopo passo.

Anche Ignacio insiste sul tema della gratitudine. “Volevo dire al Papa che ora sono guarito. Grazie per le preghiere, si è preoccupato molto per me”, afferma. E aggiunge con semplicità: “Niente di quello che ho adesso è mio. È un miracolo”.

Per Leone XIV, che lo aveva incontrato nel momento più delicato della malattia, il saluto di oggi ha rappresentato la conclusione di un percorso umano prima ancora che sanitario. Un abbraccio breve, ma che racconta una storia di fragilità, speranza e ritorno alla vita.

E tra la folla di Castel Gandolfo, quel “ci vediamo a Madrid” ha avuto il sapore di una promessa mantenuta.

piero.minuzzo@gmail.com

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