Alle 11 di questa mattina, lunedì 11 maggio 2026, la vicenda politica e giudiziaria che da settimane tiene in tensione il vertice della Regione Valle d’Aosta ha compiuto un nuovo salto di livello. È stata infatti iscritta, con protocollo 612/2026, nel Registro del Contenzioso Civile della Corte d’Appello di Torino la causa in materia di “diritti di elettorato attivo e passivo” promossa da Renzo Testolin, tramite l’avvocato Ulisse Corea dello studio Martini di Roma, contro la sentenza di primo grado del Tribunale di Aosta che, a fine aprile, aveva portato alla sua decadenza dalla presidenza della Giunta regionale.
Un passaggio tecnico, ma dal peso politico evidente: il ricorso apre formalmente il secondo grado di giudizio e riporta la partita sul piano nazionale della giustizia amministrativa, dopo il terremoto istituzionale che aveva investito l’esecutivo valdostano.
Il contesto è noto. La sentenza di Aosta, arrivata a fine aprile, aveva determinato la decadenza di Testolin dalla guida della Giunta regionale, innescando immediatamente una crisi politica e una fase di forte incertezza istituzionale. Una decisione che aveva fatto discutere sia sul piano giuridico che su quello politico, dividendo il fronte autonomista e aprendo interrogativi sulla tenuta degli equilibri in Consiglio regionale.
Ora il fascicolo è approdato alla Corte d’Appello di Torino, dove sono in corso le operazioni di assegnazione alla sezione competente e la successiva designazione del giudice relatore. L’udienza è stata già fissata, in via provvisoria, per il 28 settembre prossimo.
I tempi del procedimento sono scanditi con una certa rapidità: si tratta infatti di una materia definita “in diritto”, che non richiede ulteriore istruttoria. Questo significa che la Corte, nella stessa giornata dell’udienza, potrà trattenere la causa in decisione e pronunciarsi immediatamente, con il deposito della sentenza previsto nei giorni successivi in Cancelleria.
In altre parole, il prossimo 28 settembre potrebbe diventare la data chiave per il destino politico e istituzionale di Testolin e, più in generale, per la stabilità dell’esecutivo regionale valdostano.
Per ora, però, il quadro resta sospeso tra carte processuali e tensione politica. La giustizia fa il suo corso, la politica osserva e prende tempo. Ma il calendario, questa volta, sembra già segnato.





