ATTUALITÀ POLITICA - 08 maggio 2026, 20:05

La sinistra davanti allo specchio

Un confronto senza alibi né nostalgie sul ruolo che la sinistra italiana ha avuto nella crisi democratica, sociale e politica del Paese. Sabato 9 maggio al salone Ducale di Aosta la presentazione del libro di Fabio Balocco e Romano Lupi “La Sventura - Viaggio attraverso i danni della sinistra al potere”

La sinistra davanti allo specchio

C’è un momento, nella vita politica di un Paese, in cui non basta più denunciare gli errori degli altri. Occorre avere il coraggio di interrogarsi sulle proprie responsabilità. Ed è probabilmente questo l’aspetto più scomodo — ma anche più interessante — del libro di Fabio Balocco e Romano Lupi, “La Sventura - Viaggio attraverso i danni della sinistra al potere”, che verrà presentato sabato 9 maggio, alle ore 18, nel salone Ducale del Municipio di Aosta.

Un titolo duro, provocatorio, quasi impietoso. Ma anche una riflessione che prova a toccare una ferita ancora aperta. Perché se oggi — come sostengono gli autori — l’Italia è governata dalla peggiore destra del dopoguerra, capace di indebolire ulteriormente il tessuto democratico, sociale ed economico del Paese, allora diventa inevitabile chiedersi come si sia arrivati fino a qui.

Ed è proprio quell’“ulteriormente” a pesare come un macigno.

Balocco e Lupi partono infatti da una constatazione che molti, a sinistra, preferiscono evitare o minimizzare: la crescita delle destre non nasce nel vuoto. È anche figlia delle delusioni, delle contraddizioni, delle rinunce e degli errori compiuti da chi avrebbe dovuto rappresentare un’alternativa sociale e popolare. Privatizzazioni, precarizzazione del lavoro, distanza dai territori, perdita del rapporto con le classi popolari, linguaggi sempre più elitari e una progressiva trasformazione della politica in gestione tecnica del potere: sono temi che il libro affronta senza indulgenze.

Il risultato è sotto gli occhi di tutti. Non soltanto nell’avanzata elettorale delle destre, ma soprattutto nell’esplosione dell’astensionismo, che colpisce in modo sempre più evidente l’elettorato progressista. Un’assenza silenziosa che racconta sfiducia, rassegnazione e talvolta persino disillusione.

La domanda che aleggia sul libro — e che inevitabilmente attraverserà anche il dibattito di Aosta — è semplice quanto scomoda: può esistere una rinascita della sinistra senza una vera autocritica?

Non un esercizio rituale o nostalgico, ma una riflessione capace di rimettere in discussione scelte politiche, linguaggi e modelli culturali che hanno progressivamente allontanato intere fasce della società dalla partecipazione democratica.

A discuterne insieme agli autori saranno Francesco Lucat e Carlo Zanotto di Rifondazione Comunista Valle d'Aosta, in un confronto che si annuncia tutt’altro che celebrativo, ma piuttosto orientato a riaprire una discussione politica spesso rimossa o confinata ai margini.

Perché, in fondo, il rischio più grande per una cultura politica non è ammettere i propri errori. È smettere di interrogarsi su di essi.

je.fe.

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