C’è una distanza geografica enorme tra la Valle d’Aosta e la Sicilia. Eppure ci sono temi che riescono ad annullare chilometri, differenze culturali e paesaggi: la legalità, la memoria, il volontariato, il bisogno di costruire una cittadinanza più consapevole. È da questa idea che nasce “Ponti di giovani - dalla Valle d’Aosta alla Sicilia”, il progetto promosso dall’Associazione MIA - Memoria Impegno Azione APS, in collaborazione con il coordinamento di Libera Valle d’Aosta e l’associazione Gio.Co. APS.
Un’iniziativa che non vuole limitarsi a una semplice vacanza-studio, ma che punta a trasformarsi in un’esperienza umana forte, intensa, destinata a lasciare tracce nei ragazzi che vi prenderanno parte. Lo scambio, rivolto a giovani tra i 14 e i 18 anni, si svilupperà in due momenti distinti: dal 20 al 24 luglio in Sicilia, tra Palermo e dintorni, e dal 27 al 31 luglio in Valle d’Aosta.
In tempi in cui troppo spesso i giovani vengono raccontati come disinteressati, distratti o chiusi nei social network, questo progetto prova a ribaltare la narrazione. Lo fa portando ragazze e ragazzi dentro luoghi che hanno segnato la storia italiana recente. Capaci e Via d’Amelio non sono soltanto nomi impressi nella memoria collettiva: sono ferite aperte del Paese, simboli del sacrificio di Giovanni Falcone, Paolo Borsellino e delle loro scorte. Luoghi dove la mafia ha tentato di colpire lo Stato e dove, ancora oggi, migliaia di persone continuano a tornare per dire che quella battaglia non è stata dimenticata.
“L’obiettivo è approfondire le tematiche inerenti alla mafia e all’antimafia e far avvicinare i giovani al mondo del volontariato e delle tradizioni locali”, spiegano gli organizzatori. Un percorso che unirà visite simboliche, momenti di confronto, attività condivise e collaborazioni con realtà associative dei due territori.
Non è un dettaglio secondario che il progetto preveda anche la visita a beni confiscati alla criminalità organizzata presenti in Valle d’Aosta. Perché il fenomeno mafioso non riguarda soltanto il Sud Italia. Negli anni, anche il territorio valdostano è stato attraversato da inchieste, processi e vicende che hanno mostrato tentativi di infiltrazione della criminalità organizzata nel tessuto economico e politico locale. E proprio per questo parlare di antimafia in Valle d’Aosta assume un significato ancora più importante: significa rompere l’illusione dell’isola felice immune da tutto.
Lo scambio vuole anche creare relazioni tra giovani provenienti da contesti diversi, favorendo la conoscenza reciproca e il senso di comunità. Palermo e Aosta diventano così due estremi simbolici di un’unica riflessione civile: capire che l’impegno non ha confini geografici e che la legalità si costruisce ogni giorno, anche attraverso piccoli gesti di partecipazione.
Ai partecipanti è richiesto un contributo di 150 euro, mentre per iscriversi è necessario contattare l’indirizzo mail liberavda@gmail.com indicando nome e cognome.
Il progetto ha inoltre ottenuto un importante riconoscimento nell’ambito del Premio regionale per il volontariato 2025, promosso dal Consiglio regionale della Valle d’Aosta insieme al CSV VDA, con il sostegno dei Lions Club “Aosta Host”, “Aosta Mont-Blanc”, “Cervino”, del Rotary Club “Courmayeur Valdigne” e della Sezione valdostana dell’Associazione Nazionale Alpini.
Un sostegno che conferma come iniziative di questo tipo non siano soltanto attività estive per adolescenti, ma veri investimenti culturali e sociali. Perché costruire “ponti” oggi significa forse proprio questo: dare ai giovani occasioni per uscire dall’indifferenza, conoscere il Paese reale e capire che memoria, partecipazione e impegno non sono parole retoriche, ma strumenti concreti per immaginare un futuro diverso.





