ECONOMIA - 05 maggio 2026, 13:55

Poste, dal 1° maggio la posta prioritaria esce dal servizio universale

Dal 1° maggio 2026 la posta prioritaria non rientrerà più nel servizio universale: tariffe non più calmierate, consegne più lente e possibili ricadute su e-commerce e consumatori

Poste, dal 1° maggio la posta prioritaria esce dal servizio universale

Dal 1° maggio la posta prioritaria esce dal servizio universale, il sistema che garantisce a tutti i cittadini l’accesso ai servizi postali con tariffe accessibili su tutto il territorio nazionale. Lo ricordano le associazioni dei consumatori (ACF-Aiace-Sdc Federazione nazionale, Adiconsum, ADOC, Adusbef, Assoutenti, Codacons, Codici, Ctcu, Federazione Iconsumatori, Lega Consumatori, MC, MDC, Urtv), che evidenziano come tale novità comporterà aumenti dei costi per gli italiani e tempi di consegna più lunghi, oltre a effetti negativi sul comparto dell’e-commerce.

La legge di Bilancio 2026 ha introdotto alcune modifiche al D.Lgs. 261/1999, prorogando l’affidamento del servizio universale a Poste Italiane fino al 31 dicembre 2036. La normativa, tuttavia, introduce anche novità rilevanti, tra cui l’esclusione della posta prioritaria e di altri servizi postali dal perimetro del servizio universale a partire dal 1° maggio 2026.

Dal servizio universale vengono esclusi, nel dettaglio, i seguenti servizi: Posta1; Postapriority Internazionale; Posta1Pro; Posta1Pro Risposta Pagata; Posta1online (nazionale); Posta1online (internazionale).

Tutti questi servizi non saranno più disponibili a partire dal 1° maggio 2026. Fa eccezione il servizio Postapriority Internazionale, che, da metà maggio 2026, continuerà a essere erogato fuori dal perimetro del servizio universale ed esclusivamente presso gli uffici postali, escludendo quindi l’uso del francobollo e la possibilità di immissione nelle cassette postali.

La conseguenza sarà che le tariffe applicate agli utenti non saranno più calmierate, come avviene oggi grazie al servizio universale, ma definite in base al mercato. Anche i tempi di consegna saranno più lunghi, superando il limite di un giorno lavorativo attualmente garantito da Poste — denunciano le associazioni dei consumatori.

«Si tratta di un cambiamento tutt’altro che secondario, considerato che la novità interesserà non solo chi spedisce, ma anche chi riceve, coinvolgendo l’intero comparto dell’e-commerce e migliaia di piccole aziende. Per le spedizioni economiche e leggere, infatti, i venditori ricorrevano finora alla Posta1, che garantiva tempi celeri, costi bassi e il tracciamento delle spedizioni, fondamentale per il commercio online. Oltre a ciò, vi sarà un aumento dei costi che sarà scaricato sui consumatori finali».

bruno albertinelli

SU