Non è più una semplice segnalazione. È l’ennesima fotografia di un degrado che si trascina da giorni, sotto gli occhi di tutti. Nel cuore del Quartiere Cogne, lungo Viale Lexert – la strada che conduce al Santuario di Maria Santissima Immacolata Protettrice della Valle d’Aosta – la situazione è ormai fuori controllo.
Sacchi aperti, abiti sparsi ovunque, scarpe, valigie abbandonate. Non un episodio isolato, ma un accumulo continuo che trasforma un punto di raccolta in una discarica a cielo aperto. Un “obbrobrio”, per usare le parole di una lettrice che da almeno tre giorni osserva, segnala, ma soprattutto si chiede: possibile che nessuno intervenga?
E la domanda è tutt’altro che banale.
Perché qui non siamo di fronte a un gesto sporadico di inciviltà – che pure c’è, ed è evidente – ma a una totale assenza di gestione e controllo. I cassonetti per la raccolta degli indumenti, con ogni probabilità gestiti da ITR, risultano saturi da giorni. E quando i contenitori traboccano, il risultato è sempre lo stesso: il materiale finisce a terra, esposto alle intemperie, al vento, al passaggio di animali e persone.
Ma qui si va oltre. Perché quando il degrado si protrae nel tempo, quando nessuno svuota, nessuno controlla, nessuno ripristina un minimo di decoro, la responsabilità non è più solo di chi abbandona, ma di chi dovrebbe vigilare.
E allora la domanda diventa inevitabile: dov’è la Polizia Locale?
Il controllo del territorio non è uno slogan buono per i convegni o le campagne elettorali. È una funzione precisa, quotidiana, concreta. Significa anche passare, vedere, segnalare, intervenire. Significa evitare che una situazione degeneri fino a diventare indecente.
Perché qui il punto non è solo estetico. È una questione di rispetto: per i residenti, per chi transita, per un luogo che porta a un Santuario e che dovrebbe quantomeno essere mantenuto in condizioni dignitose.
E invece no. Ancora una volta si lascia correre, si aspetta che qualcuno protesti, che la situazione diventi talmente evidente da non poter più essere ignorata.
Di Viale Lexert abbiamo già scritto. E proprio per questo il silenzio di questi giorni pesa ancora di più. Perché quando un problema è noto e si ripresenta identico, allora non è più un’emergenza: è una cattiva abitudine.
Servono risposte, e servono subito. Da chi gestisce il servizio, certo. Ma anche – e soprattutto – da chi ha il dovere di controllare il territorio e garantire che certe scene non diventino la normalità.
Perché se questo è il livello di attenzione, allora il degrado non è un incidente. È una scelta.





