Domenica 10 maggio alle ore 16.00, presso l’Espace de la Rencontre di Pont-Saint-Martin, la musica non sarà solo ascolto, ma incontro. “La musica che abbraccia” è infatti molto più di un concerto: è un gesto collettivo che mette insieme fragilità e forza, cura e relazione, territorio e comunità.
L’iniziativa nasce dalla collaborazione tra A.L.I.Ce. Valle d’Aosta ODV e Tamtando APS, con un obiettivo chiaro e ambizioso: trasformare il canto in uno spazio di riabilitazione, inclusione e benessere. Protagonisti del pomeriggio saranno il Coro AliAli di A.L.I.Ce. Valle d’Aosta e il Coro di A.L.I.Ce. Biella, due realtà che condividono la stessa missione: usare la musica come strumento di ricostruzione personale e sociale dopo l’ictus e altre patologie neurologiche.
In questo intreccio di voci e percorsi si inserisce con forza anche il pensiero della Presidente Lorella Zani, che sottolinea il valore umano e civile del progetto: “Questo concerto non è un punto di arrivo ma un passaggio fondamentale del nostro cammino. Ogni voce che si unisce al coro è una storia che riparte, una persona che ritrova fiducia, una famiglia che non si sente più sola. Il nostro impegno quotidiano è proprio questo: trasformare la fragilità in relazione, la riabilitazione in comunità viva. La musica ci permette di fare ciò che a volte le parole non riescono a dire: restituire dignità, energia e futuro. E vedere due cori incontrarsi, abbracciarsi simbolicamente attraverso il canto, è la conferma che stiamo andando nella direzione giusta.”
Parole che raccontano bene la natura profonda di un progetto che non si limita all’ambito sanitario o musicale, ma entra nella dimensione sociale più autentica. Qui la riabilitazione non è solo esercizio clinico, ma esperienza condivisa; la partecipazione non è solo presenza, ma riconoscimento reciproco.
Il concerto diventa così anche un momento di rete tra territori e associazioni, un ponte tra la Valle d’Aosta e il Biellese che passa attraverso le voci e le emozioni. E in questo scambio, ogni coro non è solo protagonista, ma anche ascoltatore dell’altro.

Accanto alla musica, non manca la dimensione della prevenzione: parlare di ictus, di stili di vita e diagnosi precoce mentre si canta significa abbattere la distanza tra informazione e vita reale, trasformando la sensibilizzazione in esperienza condivisa.
E poi, come spesso accade nelle cose più semplici e più vere, tutto si chiuderà con un gesto che vale quanto il concerto stesso: una merenda condivisa. Un momento in cui il palco sparisce e resta solo la comunità, fatta di persone che portano qualcosa da offrire e molto da ricevere.
È anche da qui che nasce il senso dell’invito rivolto ai cori e alle realtà musicali della Bassa Valle: contribuire alla nascita del nuovo coro AliAli significa partecipare a un’idea di territorio in cui nessuno resta indietro e la fragilità diventa parte del racconto collettivo.
Perché alla fine, in iniziative come questa, non è la musica che accompagna la comunità. È la comunità che, cantando, si riconosce.





