La chiusura delle gallerie Côte de Sorreley e Signayes irrompe con forza nel Consiglio comunale di Saint-Christophe del 29 aprile 2026, trasformandosi nel vero nodo politico della seduta. Non una semplice comunicazione tecnica, ma una presa di posizione netta contro una decisione percepita come calata dall’alto e priva di confronto con il territorio.
A guidare l’affondo è il sindaco Paolo Cheney, che non usa mezzi termini: “La decisione di chiudere per quasi un anno è stata un intervento unilaterale della SAV, senza preavviso e senza mai un confronto con il territorio né analisi per valutazioni condivise”. Parole che fotografano un malessere diffuso tra le amministrazioni locali, chiamate ora a gestire le conseguenze senza aver partecipato alle scelte.
Il punto centrale è l’impatto sulla viabilità. I numeri citati in aula parlano chiaro: lungo la direttrice interessata si registrano, in alcuni periodi, picchi di traffico rilevanti, con circa 7.000 veicoli leggeri e 400 mezzi pesanti al giorno, dati legati anche ai flussi del Traforo del Gran San Bernardo. La chiusura del raccordo rischia dunque di riversare un volume consistente di traffico sulla Statale 26, già oggi sotto pressione.
“Il riversamento sulla viabilità ordinaria coinvolgerebbe direttamente i Comuni di Saint-Christophe, Quart e Aosta – ha spiegato ancora Paolo Cheney – con una situazione già segnata da code importanti nelle ore di punta”. Il timore è quello di una congestione strutturale, aggravata dal fatto che le alternative disponibili attraversano aree urbane sensibili, tra abitazioni, scuole, servizi pubblici e attività economiche.
Il Consiglio comunale non si limita alla denuncia, ma rilancia chiedendo “tempestive soluzioni” e soprattutto una valutazione tecnica indipendente che possa verificare alternative alla chiusura totale. Un passaggio cruciale, che richiama anche le indicazioni della Protezione civile regionale e punta a riequilibrare un processo decisionale ritenuto troppo sbilanciato.
Nel dibattito emerge anche una questione più ampia, quella della gestione complessiva della mobilità nella Plaine. Il Consiglio sottolinea come non sia più rinviabile una riflessione strutturale sulla Statale 26, proponendo l’utilizzo della parte sud dell’autostrada RAV come tangenziale, con una nuova uscita su Aosta. Una soluzione che, nelle intenzioni, dovrebbe alleggerire un asse viario ormai prossimo alla saturazione.
La richiesta finale è chiara e diretta alla Regione: in qualità di socio della concessionaria, la Giunta regionale è chiamata ad attivarsi per ottenere tutti gli approfondimenti tecnici necessari e valutare soluzioni alternative alla chiusura completa della galleria di Sorreley per quasi un anno.
Dietro la questione tecnica si intravede però un tema politico più profondo: il rapporto tra grandi gestori infrastrutturali e territori. E il messaggio che arriva da Saint-Christophe è altrettanto chiaro: le decisioni che incidono sulla vita quotidiana dei cittadini non possono essere prese senza coinvolgere chi quel territorio lo amministra.





