CRONACA - 29 aprile 2026, 16:09

Corpi, schermi e sentimenti: il convegno che sfida il silenzio sulle nuove relazioni

Ad Aosta un appuntamento multidisciplinare affronta senza tabù l’impatto della pornografia sulle giovani generazioni: tra scienza, educazione e testimonianze, un invito collettivo a capire e prevenire le nuove forme di fragilità relazionale e violenza

Corpi, schermi e sentimenti: il convegno che sfida il silenzio sulle nuove relazioni

C’è un cambiamento che non fa rumore, non occupa le piazze e non accende dibattiti immediati, ma scava in profondità nelle coscienze: è quello che riguarda il modo in cui le nuove generazioni costruiscono il proprio immaginario affettivo e sessuale. Un cambiamento che corre veloce sugli schermi, spesso senza filtri, e che rischia di lasciare adulti e istituzioni sempre un passo indietro.

È da questa consapevolezza che nasce il convegno multidisciplinare “Corpi, Schermi e Sentimenti: crescere tra pornografia e relazioni”, promosso dall’Assessorato Sanità, Salute e Politiche sociali, in collaborazione con il Centro Donne contro la Violenza Aosta e Resistenza Femminista. L’appuntamento è fissato per lunedì 4 maggio 2026 presso il Palazzo Regionale, nella Sala Maria Ida Viglino, e si presenta come uno di quei momenti rari in cui una comunità decide di guardarsi allo specchio senza ipocrisie.

Il punto di partenza è chiaro: l’accesso sempre più precoce ai contenuti digitali, unito alla diffusione capillare della pornografia, sta ridefinendo modelli, aspettative e comportamenti. Non si tratta solo di un fenomeno culturale, ma di un processo che incide sulla costruzione dell’identità, sul modo di vivere l’intimità e persino sulla percezione del corpo e dell’altro. Nei casi più critici, questo scenario può alimentare dinamiche di controllo, aggressività e, in ultima analisi, violenza di genere.

Il convegno mette insieme competenze diverse per leggere un fenomeno complesso: giuriste, sociologhe, professioniste della sanità, psicologhe ed educatrici porteranno contributi che spaziano dall’impatto della pornografia sull’immaginario collettivo fino agli effetti neurologici sugli adolescenti. Non mancheranno riflessioni sulla prostituzione digitale, sulle implicazioni ginecologiche e sul diritto al desiderio, fino ad affrontare uno dei nodi più delicati: la libertà, ancora incompiuta, dei corpi femminili.

Ma il cuore dell’iniziativa non è solo l’analisi, è il confronto. Nel pomeriggio, infatti, la parola passerà direttamente ai giovani, con la presentazione degli elaborati del concorso “Relazioni sane: costruiamole insieme”, aperto agli studenti della Valle d’Aosta. Un passaggio simbolico e concreto: non si può parlare di nuove generazioni senza ascoltarle davvero. Seguiranno la premiazione e una tavola rotonda che promette di trasformare le riflessioni in dialogo vivo.

In un tempo in cui il dibattito pubblico tende a semplificare tutto — riducendo temi complessi a slogan o, peggio, ignorandoli — iniziative come questa assumono un valore politico nel senso più alto del termine. Perché parlare di relazioni, educazione affettiva e pornografia non è un esercizio accademico: è un investimento sul futuro della convivenza civile.

Il convegno è aperto a tutti: operatori, insegnanti, professionisti, ma anche semplici cittadini. La partecipazione è gratuita, previa iscrizione online. Un’occasione per fermarsi, capire e — soprattutto — non lasciare che siano solo gli algoritmi a educare le relazioni di domani.

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