ATTUALITÀ POLITICA - 29 aprile 2026, 11:22

Quar: Consiglio approva il rendiconto tra tensioni politiche e investimenti sul territorio

Via libera al bilancio 2025 con il no della minoranza. Avanzo da oltre 3,4 milioni reinvestito in opere pubbliche, mentre emergono criticità su burocrazia, tempi e gestione associata dei servizi

Quar: Consiglio approva il rendiconto tra tensioni politiche e investimenti sul territorio

Il Consiglio comunale di Quart ha dato il via libera al rendiconto 2025, ma lo ha fatto in un clima tutt’altro che unanime. Nella seduta del 28 aprile, infatti, il documento contabile è stato approvato con il voto contrario della minoranza, segnando una frattura politica su numeri che, almeno sulla carta, raccontano una situazione finanziaria solida ma anche le difficoltà strutturali degli enti locali.

Illustrato dalla revisore dei conti, la dottoressa Novallet, il rendiconto certifica un risultato di amministrazione al 31 dicembre 2025 pari a 5.499,73 euro, con un avanzo di competenza che supera i 3,4 milioni e una parte disponibile di poco inferiore. Risorse che, al netto degli accantonamenti obbligatori – oltre un milione nel fondo crediti di dubbia esigibilità, più quote minori per contenzioso e vincoli di legge – vengono quasi interamente rimesse in circolo nel bilancio 2026.

Ed è proprio su questo punto che l’Amministrazione ha voluto chiarire una dinamica spesso oggetto di polemiche: la formazione degli avanzi. Non un tesoretto nascosto, ma l’effetto combinato di norme e burocrazia. I vincoli legislativi impediscono infatti di utilizzare le risorse prima dell’approvazione del rendiconto, comprimendo tempi già stretti. A questo si aggiunge una macchina amministrativa sempre più complessa, tra piattaforme digitali, procedure di gara e norme in continua evoluzione che rallentano la realizzazione delle opere.

I casi concreti citati in aula rendono l’idea: dalla viabilità di Villefranche, bloccata tra confronti con i condomini e coordinamenti con ANAS, alla sistemazione degli alpeggi condizionata dalle finestre stagionali, fino al restauro del monumento al partigiano, rallentato da verifiche strutturali e dalla sostituzione dell’impresa incaricata.

Nel frattempo, il Comune compie anche una scelta destinata a far discutere: lo scioglimento dell’associazione intercomunale con Brissogne prevista dalla legge regionale 6/2014. Una decisione motivata con la necessità di avere personale dirigenziale dedicato a tempo pieno. In sostanza, più autonomia gestionale per far fronte a un territorio e a servizi sempre più complessi.

Sul piano operativo, la seconda variazione di bilancio – approvata con il sì della maggioranza e l’astensione della minoranza – mette a terra un pacchetto consistente di interventi. Dalla realizzazione del parcheggio Berthod ai marciapiedi lungo la statale 26, dagli interventi urgenti contro il dissesto a Elobert fino alla messa in sicurezza delle strade comunali. Spazio anche alle scuole, con lavori su refettori e impianti, e agli alpeggi, destinatari di mezzo milione di euro per manutenzioni straordinarie.

Non manca un segnale di apertura politica: accolto un emendamento della minoranza che destina 50 mila euro a uno studio di fattibilità per la viabilità dell’alpeggio di Lechy, tema già nei radar della maggioranza ma ora formalmente inserito tra le priorità.

Il confronto si è acceso anche su altri fronti. Sul tema rifiuti, dopo un’interrogazione del gruppo “Quart demain”, il sindaco Jean-Pierre Bertholin ha fornito dati e chiarimenti, aprendo anche alla possibilità di un confronto più ampio con le minoranze dei Comuni dell’Unité Mont-Émilius, territorio sempre più al centro di dinamiche sovracomunali.

Via libera poi alla gestione associata della refezione scolastica con Brissogne e Saint-Christophe, in vista di un nuovo assetto scolastico che eliminerà il sabato e introdurrà rientri pomeridiani. Ritirata invece, dopo le risposte dell’assessore, la mozione sui cedimenti nella piazzetta Maison Soeur Martine, mentre è stata respinta quella sulla carenza di medici di base. Il sindaco ha ricordato la presenza di uno studio associato già operativo e l’attivazione del servizio “Ti porto io” per supportare anziani e persone fragili negli spostamenti.

Segnale politico significativo, invece, sul fronte della mobilità: approvata all’unanimità, dopo modifica condivisa, la mozione sulla “Ligne express régional”. Il Consiglio chiede alla Regione di valutare seriamente un sistema tram-ferrovia tra Sarre e Quart, con riapertura della stazione di Villefranche e nuove fermate, ma anche un potenziamento reale del trasporto pubblico locale, soprattutto nelle zone collinari.

Unità ritrovata anche sull’ultimo punto, forse il più delicato per l’impatto concreto sulla vita quotidiana: i lavori di adeguamento delle gallerie del raccordo A5–SS27 del Gran San Bernardo. Il Consiglio ha approvato una risoluzione che impegna il sindaco ad aprire un confronto con Regione, concessionaria e territorio per individuare soluzioni alternative capaci di ridurre i disagi.

In controluce resta il dato politico: un bilancio tecnicamente in ordine ma attraversato da tensioni, con una maggioranza che rivendica pragmatismo e una minoranza che continua a chiedere maggiore incisività. E, sullo sfondo, una macchina amministrativa che, tra vincoli e procedure, fatica sempre più a stare al passo con le esigenze reali del territorio.

je.fe.

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