ATTUALITÀ - 28 aprile 2026, 08:36

Chery: quando l’amore ha un battito in più

A Val della Torre il libro di Lodovico Marchisio e Roberta Maffiodo. Una serata intensa alla Biblioteca comunale di Val della Torre tra memoria, montagna e amore per gli animali: il libro dedicato a Chery racconta una rinascita umana e affettiva, capace di unire pubblico e protagonisti in un abbraccio collettivo

Chery: quando l’amore ha un battito in più

Memoria, vette e amore sconfinato verso gli amici a quattro zampe: sono questi i temi che, alla Biblioteca comunale di Val della Torre, hanno accompagnato la presentazione di un libro che testimonia la rinascita di una vita grazie all’affetto incondizionato di una cagnolina meticcia, Chery.

La sala era gremita, lo scorso 23 aprile, per un evento che è andato ben oltre la semplice presentazione editoriale. È stato un abbraccio collettivo attorno a Chery… un battito d’amore in più, il racconto di come l’amore, in ogni sua forma, sia la vetta più alta che possiamo scalare. Un’opera nata dalla penna del giornalista e scrittore Lodovico Marchisio, della moglie Roberta Maffiodo e arricchita dai contributi di numerosi altri autori.

Ad aprire la serata sono stati i saluti istituzionali dell’assessora alla Cultura, Maria Vittoria Onadi, che ha portato al pubblico anche il saluto del sindaco Carlo Tappero. Un incontro tra autori e pubblico a cui si sono uniti il presidente del CAI sezione Val della Torre, Luciano Pacchiardo, e il vicepresidente Giovanni Visetti, a testimonianza del forte legame tra il paese e la montagna.

A condurre la serata, Flavio Ruffino, che ha accompagnato il pubblico in un viaggio ricco di emozioni, cercando di restituire con spontaneità lo spirito “anticonvenzionale” del suo percorso: dalla laurea in ingegneria chimica alla passione per lo spettacolo, fino al desiderio di divulgare storie che lasciano il segno. Tra queste, quelle legate alla pet therapy e alla montagna-terapia, indicate come tra le più efficaci risposte al Parkinson di cui Lodovico stesso è affetto.

Ph. Giovanni Visetti

Il cuore pulsante dell’evento è stata proprio Chery, una cagnolina meticcia che, entrata nella famiglia Marchisio, ne ha trasformato profondamente l’esistenza, offrendo un nuovo scopo di vita. A questo proposito, le parole dello stesso Lodovico:
«Interpretare al pubblico il testo di introduzione al libro è stato per me un momento di profonda emozione. Ho cercato di dare voce a quella gratitudine che noi umani dovremmo avere nei confronti dei nostri coinquilini pelosetti e che solo chi ha vissuto un legame forte con un animale può comprendere».

Accanto al tema della fedeltà animale, il ricordo ha rappresentato il filo conduttore dell’intera serata. Gli spettatori hanno assistito a un momento inedito: sullo schermo scorrevano le immagini di un giovane Lodovico impegnato in arrampicate e audaci salite su cascate di ghiaccio.

Non è mancato un tributo all’amico di escursioni Luciano Ratto, unico alpinista al mondo capace di scalare tutti gli ottantadue “quattromila” delle Alpi insieme al suo inseparabile cane-lupo Pepe. Lo stesso Ratto aveva donato con generosità i propri chiodi e le viti da ghiaccio al CAI di Val della Torre, lasciando un’eredità tecnica e umana inestimabile.

A questo proposito, Flavio Ruffino ha raccontato:
«Questo materiale fotografico storico ha suscitato forti emozioni, culminate in un regalo che ho voluto dedicare a Lodovico e a tutti i presenti: un video-testimonianza della sua resilienza, da me montato e narrato, che lo ritrae durante le sue avventure sugli sci».

Vedere come, nonostante il Parkinson, affronti la montagna con una tenacia instancabile ha colpito profondamente il pubblico, che ha risposto con un applauso incessante.

Ad arricchire ulteriormente l’atmosfera è stata la voce di Roberta Maffiodo che, da cantante, ha interpretato diversi canti di montagna: dalla toccante La novia di Domenico Modugno alla celebre Montanara, fino a Nonno Alpino. Un gesto che ha assunto anche un valore civico, essendo dedicato alla Giornata della Liberazione in vista del 25 aprile.

A suggellare la serata, ormai pervasa da molteplici emozioni, la cantante ha recitato la Preghiera del cane abbandonato, offrendo un momento di profonda riflessione sulla crudeltà dell’abbandono. Un richiamo potente alla responsabilità umana verso creature dotate di una fedeltà assoluta, spesso non ricambiata con la stessa lealtà.

Gli applausi finali hanno chiuso la presentazione, lasciando nei presenti la consapevolezza che, come in una reazione chimica, quando il battito dell’amore umano si intreccia con la fedeltà incondizionata degli animali, il risultato è sempre qualcosa di superiore alla somma delle singole parti.

Corrado Martinelli

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