A Pollein non è andata in scena soltanto una competizione. È stata, ancora una volta, la rappresentazione viva di un mondo che resiste, si rinnova e guarda avanti senza dimenticare le proprie radici. L’ultima eliminatoria di primavera del 69° Concours Régional Batailles de Reines ha riportato al centro tutto ciò che rende unica la Valle d’Aosta: la tradizione, la cultura rurale e l’allevamento zootecnico.
In una Grand Place gremita, sotto un sole quasi estivo, si sono ritrovati allevatori, famiglie, appassionati e curiosi. Non semplici spettatori, ma parte integrante di una comunità che si riconosce in gesti antichi, tramandati di generazione in generazione. Qui, più che altrove, il legame tra uomo e animale si trasforma in identità collettiva.
I numeri raccontano molto: 220 bovine iscritte, 193 effettivamente scese nell’arena, suddivise tra prima, seconda e terza categoria. Ma oltre alle cifre, a colpire è la qualità. Una qualità che nasce nelle stalle, nel lavoro quotidiano degli allevatori, nella cura degli animali e in un sapere che non si improvvisa.
Pollein, poi, non è un luogo qualsiasi. È un pezzo di storia. Quest’anno, infatti, si è celebrato anche il cinquantesimo anniversario della prima Batailles di Moudzon, tappa simbolica di un percorso lungo mezzo secolo. Un traguardo che dà il senso della continuità e della forza di una tradizione capace di adattarsi ai tempi senza snaturarsi.
Nell’arena, lo spettacolo non è mancato. In prima categoria, a imporsi è stata Negrò di Stefano Charrier di Quart, che in finale ha superato Marmotta di Ronny Vial di Nus. Sul podio anche Strega e Guerra dei Frères Pinet di Issogne.
In seconda categoria, vittoria per Jardin dei Frères Vierin di Pollein, che ha avuto la meglio su Baronne di Pierangelo Ronco di Issime. Terzo posto per Odessa di Yuri Brunet di Gressan, quarta Vipere di Remo e Gilles Dalbard di Pollein.

In terza categoria, dominio di Samba di Dario Betemps di Saint-Christophe, che ha superato in finale Latrà di Patrick Bionaz di Brissogne. Terza Monella di Bieller-Grivel di Pré-Saint-Didier, quarta Alison di Aurelio Cretier di Saint-Christophe.
A completare il quadro, il titolo di Regina del peso assegnato a Fregate, imponente bovina da 750 chilogrammi di Ronny Vial di Nus.
Ma ridurre tutto ai risultati sarebbe un errore. Perché le Batailles non sono mai solo una gara. Sono rispetto, conoscenza, equilibrio. Come ha sottolineato il presidente dell’Association, Roberto Bonin, non si tratta di vincere a tutti i costi, ma di vincere insieme al proprio animale. È questa la differenza sostanziale: un rapporto fatto di sguardi, di fiducia, di tempo condiviso.
E allora Pollein diventa molto più di una tappa: diventa un simbolo. Di un’agricoltura che non è marginale, ma centrale. Di un allevamento che non è solo economia, ma cultura. Di una comunità che continua a riconoscersi attorno a un’arena.
Ora il calendario si ferma per qualche mese. Ma è solo una pausa apparente. Perché nelle stalle il lavoro non si interrompe mai. Il prossimo appuntamento è già fissato: il 2 agosto a Vertosan, per la prima eliminatoria estiva.
E da lì, passo dopo passo, si tornerà verso la grande finale del 25 ottobre all’Arena Croix-Noire. Dove, ancora una volta, non si misureranno solo le forze. Ma un intero modo di vivere la montagna.





