Una metropolitana di superficie tra Sarre e Quart, sfruttando la linea ferroviaria esistente e riportando in vita una stazione oggi dimenticata. Non è un sogno da urbanisti, ma una proposta politica concreta che approda in Consiglio comunale a Quart. A firmarla sono Ennio Barocco, Jean Paul Brulard, Stefano Joly, Valeria Zilio e Milena Zanardi, che mettono nero su bianco una visione alternativa – e per certi versi necessaria – della mobilità nella Plaine di Aosta.
Il cuore della proposta è chiaro: “la realizzazione di una Ligne Express Régionale e la riattivazione della stazione ferroviaria di Quart, ovvero una metropolitana di superficie tra Sarre e Quart utilizzando la linea esistente”. Un progetto che si inserisce, come sottolineano i firmatari, “in un contesto più ampio di revisione e potenziamento del trasporto pubblico regionale”.
Dietro questa iniziativa c’è una constatazione che chiunque viva la Plaine conosce fin troppo bene: traffico crescente, Statale 26 congestionata e una qualità dell’aria che ne risente. Per questo la mozione insiste sulla necessità di “soluzioni strutturali, sostenibili e integrate tra ferrovia e gomma”.
E qui arriva il punto politico vero: uscire dalla logica delle pezze e iniziare a ragionare in termini di sistema.
Secondo i proponenti, una metropolitana di superficie porterebbe benefici immediati e tangibili: “riduzione del traffico sulla Statale 26”, “miglioramento della qualità dell’aria e della vivibilità urbana”, ma anche “maggiore accessibilità ai servizi, ai poli scolastici e produttivi”. Non solo: si punta su fermate “ad alta automazione, a basso costo gestionale e con elevata frequenza di servizio”. Tradotto: più treni, più semplici, più efficienti.
C’è poi un altro passaggio interessante, che non è solo tecnico ma profondamente politico: “un sistema di trasporto efficiente deve essere progettato su scala sovracomunale”. In altre parole, basta campanili. La mobilità della Plaine o è condivisa o non funziona.
Non a caso, la mozione richiama la necessità di studi seri: “studi di fattibilità tecnico-economica”, “analisi della domanda di trasporto” e soprattutto “coordinamento tra enti locali, Regione e gestori del servizio”. Perché senza una visione comune – viene detto chiaramente – “qualsiasi progetto rischia di essere inefficace”.

Il gruppo Quart Demain. Al centro il capogruppo Ennio Barocco
E allora l’impegno chiesto a Sindaco e Giunta è preciso.
Primo: sostenere politicamente il progetto della Ligne Express Régionale e la riattivazione della stazione di Quart, definita “una possibile infrastruttura strategica per la mobilità della Plaine di Aosta”.
Secondo: bussare alla porta della Regione Valle d’Aosta con richieste puntuali. Tra queste, “l’avvio di uno studio di fattibilità tecnico-economica” e “la valutazione dell’incremento delle frequenze e delle fermate lungo la linea ferroviaria esistente”, anche in vista della futura apertura dell’aeroporto regionale.
Terzo: guardare avanti, immaginando nuove fermate. Due in particolare: Quart–Villair, “a servizio della popolazione residente”, e Quart–Amérique, “quale nodo strategico a supporto delle attività economiche e produttive del territorio”.
Non manca un accento sull’innovazione: si chiede di “sollecitare la realizzazione di stazioni ad alta automazione”, con accessi semplificati, sistemi digitali di sicurezza e costi di gestione ridotti. Un modello che guarda più alle reti urbane moderne che alle vecchie stazioni di provincia.
Ma il vero snodo è politico-istituzionale: la creazione di un gruppo di lavoro intercomunale. Dentro dovrebbero entrarci i Comuni di Sarre, Aosta, Saint-Christophe e Quart, insieme alla Regione e ai gestori del servizio. Un tavolo che avrebbe il compito di “elaborare una visione integrata della mobilità della Plaine”, individuare priorità e finanziamenti – anche europei – e soprattutto “evitare interventi frammentati e inefficaci”.
Il messaggio è piuttosto netto: o si lavora insieme o si continua a inseguire l’emergenza.
La mozione, che sarà discussa martedì 28 alle 20.30, nasce su iniziativa del gruppo Quart Demain, che rivendica il valore strategico dell’operazione. Per il Comune di Quart, infatti, si tratta di “un’opportunità per migliorare l’accessibilità del territorio, ridurre il traffico e rafforzare il collegamento con Aosta e con i principali poli di servizi”, oltre a valorizzare le aree a vocazione residenziale ed economica.
Questa è una di quelle proposte che sulla carta funzionano sempre benissimo. Il problema, come spesso accade in Valle d’Aosta, è tutto nella capacità di fare sistema davvero. Perché di studi ne abbiamo visti tanti, di tavoli anche, ma quando si tratta di mettere d’accordo Comuni, Regione e interessi diversi… la musica cambia.
Eppure, stavolta qualcosa di diverso c’è. L’idea di usare l’esistente, di puntare su una metropolitana leggera e di ragionare su scala di Plaine è finalmente in linea con quello che si fa altrove. Non è rivoluzionaria, ma è concreta. Ed è già tanto.
Del resto, come scrivono gli stessi proponenti, “non si tratta solo di riattivare una linea ferroviaria, ma di costruire un vero sistema metropolitano della Plaine di Aosta, all’altezza delle sfide ambientali ed economiche dei prossimi anni”.
La domanda, a questo punto, è semplice: la politica valdostana è pronta a fare sul serio o resterà l’ennesima buona idea destinata a fermarsi in stazione?





