Al Centro Educativo Assistenziale di Gressan è attivo dal 20 aprile un ambulatorio dedicato alle persone nello spettro dell’autismo. Un’équipe multidisciplinare seguirà percorsi personalizzati lungo tutto l’arco della vita, puntando su continuità assistenziale e integrazione con il territorio.
C’è un punto, nella sanità territoriale valdostana, in cui le parole “presa in carico” smettono di essere un’espressione burocratica e diventano qualcosa di concreto. Quel punto oggi è a Gressan, dove dal 20 aprile ha preso avvio un ambulatorio dedicato alle persone nello spettro dell’autismo, all’interno del Centro Educativo Assistenziale intitolato alla memoria di Graziella Curtaz.
Un’apertura che segna un cambio di passo: non solo un nuovo servizio, ma un modello che prova a mettere ordine, continuità e visione dentro un ambito spesso frammentato, dove le famiglie si trovano troppo spesso a fare da collante tra servizi diversi.
«L’attivazione dell’Ambulatorio Autismo consente di offrire una risposta ancora più strutturata e specialistica ai bisogni delle persone nello spettro dell’autismo e delle loro famiglie», spiega la Dott.ssa Laure Obino. «Il lavoro dell’équipe multidisciplinare permetterà di costruire percorsi diagnostici, terapeutici ed educativi personalizzati, con particolare attenzione alla continuità assistenziale tra età evolutiva ed età adulta».
Ed è proprio la parola continuità a segnare la differenza. Perché uno dei nodi più critici resta il passaggio dall’infanzia all’età adulta, spesso vissuto come un salto nel vuoto. Qui invece si prova a costruire un percorso che accompagni la persona nel tempo, senza interruzioni, senza ricominciare ogni volta da capo.
L’ambulatorio è coordinato dalla Struttura Complessa di Neuropsichiatria infantile, in sinergia con il Dipartimento di Salute mentale diretto dalla Dott.ssa Anna Maria Beoni e con i professionisti della riabilitazione territoriale coordinati dalla Dott.ssa Antonella Lacroix. Dentro questa rete si muove un’équipe multidisciplinare composta da neuropsichiatra infantile, psichiatra, psicologo, logopedista, terapista della neuropsicomotricità ed educatore.
Tradotto: non interventi isolati, ma un lavoro di squadra che tiene insieme diagnosi, terapia, educazione e inclusione.
«Il nuovo polo ambulatoriale che apre la propria attività a Gressan è parte di una complessa strutturazione della rete territoriale dei servizi che il Direttore Generale uscente – Massimo Uberti – ha voluto preparare», sottolinea il Dott. Mauro Occhi. «Rappresenta un tassello importante dell’approccio globale alle neurodivergenze infantili e adolescenziali, un approccio che vede un lavoro di team dietro ai percorsi di garanzia offerti ai minori e alle loro famiglie».
Nel concreto, il servizio attiverà interventi psicologici e psicoterapeutici individuali, familiari e di gruppo, affiancati da percorsi logopedici per migliorare le capacità comunicative e relazionali. Accanto a questi, interventi educativi mirati allo sviluppo dell’autonomia personale e dell’inclusione sociale.
Ma c’è un altro elemento che merita attenzione: l’ambulatorio non vive chiuso tra le sue mura. Lavora in stretta connessione con scuole, servizi socio-sanitari e territorio, offrendo anche consulenza, monitoraggio dei percorsi e supporto nella gestione delle emergenze comportamentali.
«Fondamentale sarà anche il raccordo con i servizi territoriali, le scuole e le famiglie, affinché la presa in carico sia globale e condivisa», aggiunge la Dott.ssa Laure Obino.
E poi c’è la storia, che in Valle d’Aosta non è mai un dettaglio. Il centro che oggi ospita questo servizio porta il nome di Graziella Curtaz ed esiste grazie alla donazione dei terreni da parte della sua famiglia. Un gesto che oggi si traduce in un presidio concreto per la comunità.
«L’avvio di questo nuovo ambulatorio rafforza la rete dei servizi territoriali dedicata alle persone nello spettro dell’autismo e alle loro famiglie», evidenziano l’Assessorato regionale della Sanità, Salute e Politiche sociali e l’Azienda USL della Valle d’Aosta.
Al di là delle formule istituzionali, il senso è chiaro: provare a costruire un sistema che non rincorra i bisogni, ma li accompagni. A Gressan si è acceso un presidio che va in questa direzione. Adesso la sfida sarà farlo crescere, mantenerlo e renderlo davvero accessibile nel tempo.





