Governo Valdostano - 17 aprile 2026, 13:25

Una comunità in movimento: via libera alla strategia Mont-Cervin

Sbloccati oltre 12 milioni di euro per servizi essenziali e sviluppo locale: sanità, scuola e mobilità al centro del piano. L’assessore Lotto: “Un progetto ambizioso per ridare futuro al territorio”.

Leonardo Lotto

Leonardo Lotto

C’è un momento, nelle politiche per la montagna, in cui le parole devono lasciare spazio ai fatti. E quel momento, almeno sulla carta, è arrivato per l’area del Mont-Cervin.

Martedì 14 aprile 2026 la Cabina di regia nazionale per lo sviluppo delle Aree interne, presieduta dal ministro Tommaso Foti, ha approvato la Strategia dell’Area interna Mont-Cervin, significativamente intitolata “Una comunità in movimento”. Un nome che è già un programma politico, oltre che amministrativo.

Il documento si inserisce nel quadro della Strategia nazionale per le Aree interne (SNAI) 2021-2027 ed è stato elaborato dall’Unité des Communes valdôtaines Mont-Cervin, con il coordinamento regionale. Dentro ci sono 23 interventi che toccano i nervi scoperti della montagna: istruzione, sanità, mobilità, ma anche sviluppo locale e attrattività.

Le cifre sono tutt’altro che simboliche: oltre 12 milioni di euro complessivi, di cui 4 milioni destinati ai servizi essenziali attraverso fondi statali, mentre il resto arriverà da programmi europei (FESR, FSE+, FEASR), risorse nazionali e regionali, oltre a cofinanziamenti privati. Una macchina finanziaria articolata, che ora dovrà dimostrare di saper funzionare davvero.

L’assessore Leonardo Lotto non nasconde la soddisfazione, ma prova anche a dare una lettura più ampia del risultato:
“L’approvazione della Strategia Mont-Cervin è un risultato importante che premia gli sforzi del territorio, che ha saputo individuare un’idea di sviluppo dinamico e ambizioso, capace di coniugare sostenibilità, innovazione e inclusione, elementi chiave per una efficace rivitalizzazione dell’area nel suo complesso”.

Parole che richiamano una visione, ma che inevitabilmente si misureranno con la realtà quotidiana di territori che da anni combattono contro spopolamento, servizi ridotti e difficoltà strutturali.

Sulla stessa linea il presidente dell’Unité Mont-Cervin, Mauro Duroux, che sottolinea il valore politico e operativo del via libera romano:
“L’approvazione da parte della Cabina di Regia nazionale delle Aree interne costituisce un risultato fondamentale. Non solo certifica la validità del percorso intrapreso, ma apre anche nuove opportunità di accesso a risorse e finanziamenti indispensabili per realizzare progetti concreti a beneficio del territorio”.

Non è un passaggio secondario. Perché, insieme alla Mont-Cervin, sono state approvate altre 21 strategie d’area a livello nazionale. Un risultato che lo stesso ministro Foti ha definito positivo, ma ancora insufficiente senza un’accelerazione concreta nella fase attuativa.

Ed è proprio qui che si giocherà la partita vera. Perché tra l’approvazione di una strategia e la sua realizzazione c’è di mezzo ciò che spesso manca: tempi certi, capacità amministrativa e continuità politica.

“Una comunità in movimento” rischia altrimenti di restare uno slogan efficace ma vuoto. Oppure può diventare, finalmente, il segnale di una montagna che smette di inseguire emergenze e prova a costruire futuro. La differenza, come sempre, non la faranno i documenti. Ma chi dovrà metterli in pratica.

je.fe.

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