FEDE E RELIGIONI - 14 aprile 2026, 18:00

Almanach de mercredi 15 avril sainte Olympe

Confidenza torno ad inculcarvi sempre; nulla può temere un'anima che confida nel suo Signore ed in lui pone la propria speranza. Il nemico della nostra salute è pur anche sempre intorno a noi per strapparci dal nostro cuore l'ancora che deve condurci a salvezza, voglio dire la confidenza in Dio nostro Padre; teniamo stretta, stretta quest'ancora, non permettiamo giammai che ci abbandoni un solo istante, altrimenti tutto sarebbe perduto. (Padre Pio da Pietrelcina)

Almanach de mercredi 15 avril sainte Olympe

CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI  MONS. VESCOVO NEL MESE DI APRILE

17 ven Servizio Catechesi e Pastorale giovanile – Incontro di verifica e programmazione Aosta / Oratorio del Centro

18 sab Week-end di spiritualità per operatori di pastorale familiare – Verbania “Democrazia. Il coraggio della partecipazione” – Torino / Sermig

19 dom 102ª Giornata nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore (colletta obbligatoria)

20 lun Ritiro di Pasqua per presbiteri e diaconi – Saint-Oyen / Monastero Regina Pacis e Château-Verdun

23 gio Riunione Segreteria C.P.D. – Aosta / Curia vescovile – ore 18.45

26 dom 63ª Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni

27 lun Riunione Consiglio O.P.M. – Aosta / Refuge Père Laurent – ore 18.00

La Chiesa Sant' Abbondio Mansionario vaticano

Le poche notizie sulla sua vita ce le lascia San Gregorio Magno, che descrive il mansionario vaticano Abbondio come un uomo umile e di grande dignità dell’adempimento del suo servizio. Il Papa riporta anche una guarigione miracolosa che avrebbe compiuto. Muore nel 564.

Il sole sorge alle ore 6,50 e tramonta alle ore 20,13

« La guerra non è mai una soluzione: è la resa dell’uomo alla propria incapacità di riconoscere nell’altro un fratello » (Papa Leone XIV)
È una frase semplice ma piuttosto tagliente. Il punto centrale non è solo la condanna della guerra in sé, ma l’idea che il conflitto nasca da un fallimento umano prima ancora che politico: l’incapacità di vedere l’altro come pari. E’ una frase efficace perché sposta la responsabilità. Non dà colpa solo ai “grandi della terra”, ma chiama in causa tutti, anche a livello culturale e quotidiano. E questo, oggi, è forse ancora più scomodo della denuncia della guerra stessa.

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