EVENTI E APPUNTAMENTI - 13 aprile 2026, 21:00

I pomodori dell’Oratorio tornano a crescere: al castello di Introd la seconda edizione del progetto comunitario

Dopo il successo della prima edizione, il progetto “I pomodori dell’Oratorio” riparte dal castello di Introd il 21 aprile 2026. Un’iniziativa che va oltre l’agricoltura e punta a rafforzare comunità, relazioni e valori condivisi nelle parrocchie del Grand Paradis

I pomodori dell’Oratorio tornano a crescere: al castello di Introd la seconda edizione del progetto comunitario

Dopo l’entusiasmo e la partecipazione che avevano caratterizzato la prima edizione, torna a germogliare in Valle d’Aosta uno dei progetti più semplici e, allo stesso tempo, più profondi degli ultimi anni. “I pomodori dell’Oratorio” riparte con una seconda edizione che promette di consolidare quanto seminato e di allargare ulteriormente la rete di persone, comunità e relazioni coinvolte.

La presentazione ufficiale è fissata per martedì 21 aprile, alle ore 18, nella suggestiva cornice del Castello di Introd, in una data che non è casuale: il giorno dedicato a Sant’Anselmo d’Aosta, figura simbolo della Valle, capace di unire radicamento territoriale e profondità spirituale. Un richiamo forte, quasi un filo rosso tra passato e presente, tra pensiero e azione.

L’iniziativa, promossa dall’Oratorio Grand Paradis, mantiene intatta la sua anima originaria: quella di un progetto che parte dalla terra per arrivare alle persone. Perché, dietro la coltivazione dei pomodori, c’è molto di più. C’è l’idea di una comunità che si ritrova, che lavora insieme, che costruisce legami concreti in un tempo in cui la solitudine e la frammentazione sociale sembrano avanzare.

Non si tratta semplicemente di agricoltura sociale, ma di un’esperienza che intreccia generazioni diverse, famiglie, volontari e giovani attorno a un obiettivo comune. Il gesto semplice del seminare diventa così un atto collettivo, quasi simbolico: prendersi cura della terra per prendersi cura, allo stesso tempo, delle relazioni.

Durante l’incontro al castello di Introd sarà anche l’occasione per fare un bilancio della prima edizione, raccontare i risultati raggiunti e, soprattutto, dare volto ai protagonisti di questa nuova stagione. Volti che rappresentano una comunità diffusa, capace di coinvolgere più territori: da Introd ad Arvier, da Avise ad Aymavilles, fino a Saint-Pierre e Villeneuve. Un mosaico di realtà che trova nell’orto condiviso un punto di incontro concreto.

Il valore del progetto sta proprio qui: nella capacità di trasformare un’attività quotidiana in un’esperienza collettiva. Dal seme al frutto maturo si compie un percorso che non riguarda solo la crescita delle piante, ma anche quella delle persone. Si coltivano pazienza, collaborazione, fiducia. Si riscopre il tempo lento, quello necessario perché qualcosa cresca davvero.

Non è un caso che tutto questo avvenga in un luogo come Introd, caro anche a San Giovanni Paolo II, che qui trovava rifugio e silenzio. Le montagne valdostane fanno da sfondo a un’iniziativa che, pur nella sua semplicità, lancia un messaggio forte: tornare all’essenziale, alla terra, al lavoro condiviso.

“I pomodori dell’Oratorio” non è solo un progetto locale. È, in piccolo, una risposta a una domanda più grande: come ricostruire comunità in un’epoca che tende a dividerle. La risposta, forse, sta proprio in gesti come questi. Mani nella terra, sguardo comune, obiettivi condivisi.

Tenere viva la terra, per tenere unite le persone. È questa la sfida che riparte da Introd. E che, stagione dopo stagione, prova a trasformare un orto in qualcosa di molto più grande: un seme di futuro.

je.fe.

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