CRONACA - 12 aprile 2026, 13:37

Aosta: Montfleury, tra buche e inciviltà, l’assessorato alla gentilezza dov’è finito?

Strada dissestata, ghiaccio d’inverno e auto parcheggiate dove non dovrebbero: nell’area sportiva di Montfleury pedoni e disabili costretti a percorsi a ostacoli. E mentre il buon senso manca, il Comune di Aosta si rifugia nella retorica della “gentilezza”

Gentilezza offesa

Gentilezza offesa

C’è un punto, nella parte ovest di Aosta, dove la teoria e la realtà prendono strade completamente diverse. Da una parte le dichiarazioni, i buoni propositi e persino un Assessorato alla Gentilezza; dall’altra, la quotidianità fatta di buche, ghiaccio e inciviltà. Benvenuti a Montfleury.

L’area sportiva, a sud del parco cimiteriale e sulla sinistra orografica della Dora Baltea, è uno spazio frequentato da famiglie, sportivi e cittadini. Poco distante, un’isola ecologica collegata da una strada asfaltata e in buone condizioni dimostra che, quando si vuole, le infrastrutture si possono fare. Poi però si gira a sinistra — ed è tutta un’altra storia.

Da Mont fleury parte infatti una strada dissestata che conduce alla passerella sulla Dora, collegando Gressan e alla pista ciclopedonale che unisce Sarre a Pollein e prosegue verso la bassa valle. Un collegamento strategico, sulla carta. Nella realtà, un percorso a ostacoli.

Il fondo è irregolare, sconnesso, in alcuni tratti al limite della praticabilità. Ma il vero capolavoro arriva d’inverno: ghiaccio e neve trasformano quel tratto in una pista di equilibrio degna di un circo, con buona pace di pedoni e ciclisti.

E non è finita. Perché laddove basterebbe un minimo di civiltà, entrano in scena i soliti “furbetti”: auto parcheggiate lungo una stradina già stretta, a corsia unica dall'asfalto consumto e mancante, che di fatto impediscono il passaggio in sicurezza. Risultato? I pedoni sono costretti a spostarsi sullo sterrato, mentre per chi ha difficoltà motorie la situazione diventa semplicemente surreale.

Altro che passeggiata: qui siamo al “carrozzinacross”. Un percorso estremo, non per scelta ma per necessità, dove disabili, anziani e genitori con passeggini devono arrangiarsi tra buche, fango e ostacoli improvvisati.

A questo punto la domanda sorge spontanea: che fine ha fatto l’Assessorato alla Gentilezza del Comune di Aosta? Perché se la gentilezza è anche attenzione verso i più fragili, allora qui siamo ben lontani da qualsiasi definizione, anche la più creativa.

Forse la gentilezza vale per i convegni, le presentazioni e le buone intenzioni. Un po’ meno per le strade, dove servirebbero interventi concreti e immediati.

La soluzione, peraltro, è di una semplicità disarmante: installare barriere che impediscano il passaggio e la sosta delle auto, riservando il tratto a pedoni, carrozzelle e passeggini. E, contestualmente, prevedere parcheggi adeguati e accessibili per le persone con disabilità.

Nulla di rivoluzionario. Solo buon senso.

Perché la gentilezza, quella vera, non si misura a parole ma nei fatti. E a Montfleury, oggi, di fatti se ne vedono pochi. Troppo pochi per non trasformare una situazione già grottesca in qualcosa di decisamente inaccettabile.

pi.mi.

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