Governo Valdostano - 10 aprile 2026, 10:11

Tra nomine, scuole e negozi da salvare la Giunta regionale prova a tenere tutto insieme

Dalle nuove nomine nei consigli direttivi ai piani sul personale, passando per la scuola e la lotta alla desertificazione commerciale: il giro d’orizzonte della Giunta regionale tra decisioni tecniche e sfide molto concrete

Tra nomine, scuole e negozi da salvare la Giunta regionale prova a tenere tutto insieme

C’è chi la chiama ordinaria amministrazione e chi, con un pizzico di ironia, la definirebbe l’arte valdostana di tenere in equilibrio tutto: persone, scuole, fondazioni e perfino i negozi che spariscono. La Giunta regionale, nell’ultima riunione, ha messo sul tavolo un pacchetto di provvedimenti che, a guardarli bene, raccontano molto più di una semplice lista di delibere.

Si parte dalle nomine, che in Valle d’Aosta non sono mai solo nomine. Dorina Brunod entra nel consiglio direttivo del Consorzio apistico, mentre Elena Bétemps approda nel consiglio di amministrazione della Fondazione Maria Ida Viglino per la cultura musicale. Tradotto: miele e musica, due pilastri identitari che continuano a essere presidiati con attenzione. Perché da queste scelte passa anche un pezzo di gestione del territorio, tra tradizione e promozione culturale.

Poi c’è la macchina pubblica, quella vera, fatta di numeri, organici e pianificazioni che spesso non fanno notizia ma tengono in piedi tutto il resto. Sono stati approvati i Piani triennali 2026-2028 dei fabbisogni di personale della Regione e quelli del personale scolastico, il famoso comparto ATAR. Dietro a queste sigle c’è una domanda semplice: quante persone servono davvero per far funzionare la macchina? E, soprattutto, dove metterle.

Il capitolo scuola, inevitabilmente, occupa uno spazio importante. Quattro delibere per definire gli organici di diritto del personale dirigente, docente ed educativo per il prossimo anno scolastico. Un passaggio tecnico, certo, ma che ogni anno riaccende discussioni, aspettative e qualche malumore. I piani sono stati costruiti seguendo criteri e norme, dopo essere passati al vaglio della Sovraintendenza agli studi e condivisi – almeno sulla carta – con scuole e sindacati. Insomma, tutto secondo procedura. Poi, come sempre, sarà la realtà delle classi a dire se i conti tornano davvero.

E infine il commercio, tema che negli ultimi anni è diventato quasi esistenziale per molti comuni valdostani. La Giunta ha deciso di istituire una Cabina di Regia, coordinata dall’assessore competente, con un compito ambizioso: studiare, analizzare, confrontare esperienze e proporre soluzioni contro la desertificazione commerciale. Un’espressione che ormai non ha più nulla di teorico, ma descrive serrande abbassate e centri storici sempre più silenziosi.

L’idea è quella di guardarsi attorno, capire cosa fanno le altre regioni e provare a costruire misure su misura per il territorio. Una sorta di laboratorio permanente che dovrà trasformare analisi e buone intenzioni in proposte concrete. Perché se c’è una cosa che non manca, di solito, sono gli studi. Quello che spesso si aspetta è il passo successivo.

Nel complesso, una riunione che tiene insieme pezzi diversi di Valle d’Aosta: dalle api ai banchi di scuola, passando per uffici pubblici e vetrine spente. Con una certezza implicita: governare una piccola regione significa occuparsi di tutto, contemporaneamente. Anche quando sembra ordinaria amministrazione.

pi.mi.

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