CALENDARIO DEGLI IMPEGNI DI MONS. VESCOVO NEL MESE DI APRILE
7 mar Riunione Uffici pastorali – Aosta / Seminario – ore 18.00
10 ven Riunione C.D.A.E. – Aosta / Curia vescovile – ore 15.00
11 sab Incontro di formazione per i diaconi permanenti – Aosta / Seminario
12 dom Celebrazione eucaristica per l’istituzione degli Accoliti e il mandato ai nuovi Ministri straordinari della Comunione – Aosta / Cattedrale – ore 15.00 Ritiro spirituale per gruppi “Nuovi soli” e “Verso Emmaus” – Saint-Oyen / Monastero Regina Pacis
17 ven Servizio Catechesi e Pastorale giovanile – Incontro di verifica e programmazione Aosta / Oratorio del Centro
18 sab Week-end di spiritualità per operatori di pastorale familiare – Verbania “Democrazia. Il coraggio della partecipazione” – Torino / Sermig
19 dom 102ª Giornata nazionale per l’Università Cattolica del Sacro Cuore (colletta obbligatoria)
20 lun Ritiro di Pasqua per presbiteri e diaconi – Saint-Oyen / Monastero Regina Pacis e Château-Verdun
23 gio Riunione Segreteria C.P.D. – Aosta / Curia vescovile – ore 18.45
26 dom 63ª Giornata mondiale di Preghiera per le Vocazioni
27 lun Riunione Consiglio O.P.M. – Aosta / Refuge Père Laurent – ore 18.00
La Chiesa celebra Sant' Ireneo di Sirmio Vescovo e martire
La memoria di Sant'Ireneo, vescovo di Sirmio e martire sotto Diocleziano, presenta alcune incertezze legate alla data della sua commemorazione, con il Martirologio Romano che lo ricorda il 25 marzo, probabilmente per un errore di trascrizione, mentre altre fonti lo commemorano il 6 aprile o il 23 agosto. La sua passio, esistente in due versioni, greca e latina, pur non essendo l'originale, offre informazioni attendibili sulle sue ultime vicende. Arrestato durante la persecuzione di Diocleziano, Ireneo, giovane con moglie e figli, si rifiutò di sacrificare agli dei, subendo torture e la supplica dei suoi familiari. Riconfermata la sua fede, fu condannato a morte e decapitato sul ponte Basentis della Sava il 6 aprile 304.
Il sole sorge alle ore 7,03 e tramonta alle ore 20,04
« La guerra non è mai una soluzione: è la resa dell’uomo alla propria incapacità di riconoscere nell’altro un fratello » (Papa Leone XIV)
È una frase semplice ma piuttosto tagliente. Il punto centrale non è solo la condanna della guerra in sé, ma l’idea che il conflitto nasca da un fallimento umano prima ancora che politico: l’incapacità di vedere l’altro come pari. E’ una frase efficace perché sposta la responsabilità. Non dà colpa solo ai “grandi della terra”, ma chiama in causa tutti, anche a livello culturale e quotidiano. E questo, oggi, è forse ancora più scomodo della denuncia della guerra stessa.





