C’è un’espressione che più di altre racconta un bisogno primario, quasi viscerale: casa, dolce casa. In Valle d’Aosta, però, sempre più spesso quella frase suona come un lusso per pochi, non come una certezza per tutti.
"Negli ultimi giorni - si legge in una nota di Uniti a Sinistra, ADGA, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista - i nuovi provvedimenti sui mutui agevolati per la prima casa, voluti dalla Giunta regionale e proposti dall’assessore Baccega, sono stati presentati come un passo avanti. Un aiuto concreto, si è detto, per facilitare l’accesso all’abitazione. Ma basta scavare appena sotto la superficie per accorgersi che la narrazione si incrina, e lascia spazio a un quadro ben diverso".
Uniti a Sinistra, ADGA, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista non usano mezzi termini: quello messo in campo è un intervento debole, parziale, incapace di affrontare davvero la crisi abitativa valdostana. Una posizione che, al di là delle appartenenze politiche, intercetta un malessere reale, diffuso, tangibile.
Perché il punto è tutto qui: "continuare a puntare quasi esclusivamente sul credito – anche se agevolato precisa la nota – significa parlare a chi è già in grado di stare in piedi da solo. Chi ha un lavoro stabile, garanzie, prospettive. Ma fuori da questo perimetro resta una fetta sempre più ampia di popolazione".
I giovani con contratti precari. Le famiglie monoreddito. Chi lavora ma non abbastanza da convincere una banca. Chi vive già sul filo e non può permettersi di indebitarsi, nemmeno a condizioni favorevoli. "Per loro, queste misure non sono una soluzione: sono semplicemente irrilevanti".
E allora la domanda diventa inevitabile: a chi serve davvero questa riforma?
I piccoli ritocchi – tassi ridotti, platea leggermente ampliata, importi più alti – rischiano di trasformarsi in un boomerang. "Perché - precisa la nota - senza un intervento strutturale sul mercato immobiliare, più soldi in circolo significano spesso una sola cosa: prezzi che salgono. E quando i prezzi salgono, a restare indietro sono sempre gli stessi.
È il paradosso di una regione ricca che fatica a garantire un diritto elementare. Una Valle d’Aosta che invecchia e si spopola, e che senza l’apporto costante di nuovi arrivi rischierebbe un declino ancora più evidente. Eppure, proprio mentre si parla di attrattività e futuro, si continua a trascurare uno dei pilastri fondamentali: l’accesso alla casa.
Qui sta il vero nodo politico, prima ancora che economico.
Per Uniti a Sinistra, ADGA, Movimento 5 Stelle, Rifondazione Comunista e Risorgimento Socialista manca una visione. Manca il coraggio di invertire rotta. Manca, soprattutto, un investimento serio sull’edilizia residenziale pubblica, quella che storicamente ha rappresentato l’unico argine alle disuguaglianze. Senza dimenticare l’housing sociale, ancora troppo timido e frammentato per incidere davvero.
Nella nota si legge che le opposizioni mettono in fila proposte che non suonano rivoluzionarie, ma semplicemente necessarie: più alloggi pubblici, canoni calmierati, strumenti accessibili anche per chi non ha garanzie, regole chiare per frenare la speculazione.
Le forze firmatarie chiedono quindi alla Giunta regionale "di rivedere profondamente l’impostazione delle politiche abitative, aprendo un confronto reale con le parti sociali e le amministrazioni locali, per costruire soluzioni che rispondano ai bisogni concreti della popolazione. Viviamo il paradosso di una regione ricca che invecchia e si spopola, se non ci fosse un costante flusso migratorio". E aggiungono: "La casa è un diritto, non una merce. Servono scelte coraggiose e strutturali, non interventi marginali che rischiano di aggravare le disuguaglianze".
Non è ideologia, è realtà quotidiana, perché oggi, in Valle d’Aosta, il rischio è che la casa smetta definitivamente di essere un diritto e diventi, sempre più, una merce. Un bene da acquistare, non da garantire. Un traguardo per chi può, non una base da cui partire per tutti.
E allora sì, “casa, dolce casa” resta una bella frase. Ma per molti, ormai, è poco più di un miraggio.





