ECONOMIA - 02 aprile 2026, 12:05

Chiara Fabbri, la voce della Valle che entra nella Fiavet nazionale

Con l’elezione di Gian Mario Pileri alla guida di Fiavet Confcommercio, la valdostana Chiara Fabbri entra nella Giunta nazionale con delega strategica a comunicazione ed eventi: un passaggio che porta la piccola regione alpina dentro le dinamiche del turismo italiano

Da sinistra: Chiara Fabbri, Giancarlo Reverenna, Giuseppe Scanu, Gianluca Marcello, Gian Mario Pileri, Sandra Paoli, Alessandro Patti

Da sinistra: Chiara Fabbri, Giancarlo Reverenna, Giuseppe Scanu, Gianluca Marcello, Gian Mario Pileri, Sandra Paoli, Alessandro Patti

C’è un dato che, più di altri, racconta bene il momento: anche nelle organizzazioni nazionali più strutturate, il peso dei territori torna a farsi sentire. E quando accade, spesso arriva dalle periferie, da quelle realtà che hanno imparato a farsi spazio senza clamore ma con costanza.

L’elezione di Gian Mario Pileri alla presidenza nazionale di Fiavet Confcommercio per il quinquennio 2026-2031 segna un cambio di passo dichiarato. Ma dentro questo passaggio c’è anche una storia più sottile, e per certi versi più interessante: quella di Chiara Fabbri, presidente di Fiavet Valle d’Aosta, che entra nella Giunta nazionale con delega alla comunicazione e agli eventi.

Non è solo una nomina. È un segnale.

Il nuovo corso di Pileri nasce con un’impostazione chiara: “Fiavet deve tornare a essere la casa comune di chi il turismo lo costruisce ogni giorno con passione e responsabilità”. Un’affermazione che suona come una presa di posizione netta in un settore sempre più schiacciato tra piattaforme globali e normative spesso poco aderenti alla realtà operativa delle agenzie.

Il programma è ambizioso e, per certi versi, necessario. Dalla gestione delle criticità legate ai rimborsi internazionali fino alla richiesta di una revisione normativa sulle responsabilità civili, passando per la battaglia — molto concreta — per liberare il turismo scolastico dalle maglie del Codice degli Appalti. L’obiettivo è uno solo: restituire centralità alle imprese.

Ma è proprio qui che il ruolo di Chiara Fabbri assume un valore che va oltre la delega formale. Perché comunicazione ed eventi, oggi, significano costruzione di identità, capacità di rappresentazione, narrazione del settore.

“Entrare a far parte della Giunta Nazionale rappresenta per me un grande onore e una responsabilità importante”, ha dichiarato Fabbri. Parole attese, certo. Ma è nel passaggio successivo che emerge il senso politico della sua nomina: “È un traguardo significativo anche per la nostra piccola Valle d'Aosta, che da oggi avrà una sua rappresentanza all'interno di una realtà nazionale”.

Ecco il punto. La Valle d’Aosta non entra solo per esserci. Entra per portare contenuti.

“Un’opportunità concreta per portare sui tavoli nazionali non solo le eccellenze legate al turismo di montagna, ma anche le criticità che il nostro territorio vive quotidianamente”. Tradotto: trasporti, sostenibilità, accessibilità. Temi che spesso restano ai margini del dibattito nazionale, ma che qui diventano strutturali.

Il mandato di Pileri punta a trasformare la federazione in un vero hub operativo, con servizi concreti per gli associati: consulenze, strumenti digitali, supporto normativo. Un cambio di paradigma che prova a superare la logica puramente rappresentativa per entrare in quella della produzione di soluzioni.

In questo contesto, la comunicazione non è accessoria. È strategica. Ed è qui che Fabbri dovrà giocare una partita tutt’altro che semplice: dare voce a un sistema frammentato, tenere insieme identità territoriali diverse, rendere visibile il valore di un comparto spesso dato per scontato.

Dal territorio, intanto, arrivano segnali di sostegno. Il presidente di Confcommercio Valle d’Aosta, Graziano Dominidiato, sottolinea come questa nomina rappresenti “un altro importante tassello del lavoro svolto”, evidenziando la capacità della regione di esprimere competenze riconosciute anche a livello nazionale.

Ma al di là delle congratulazioni, resta una domanda implicita: riuscirà questa nuova governance a incidere davvero?

La sensazione è che molto dipenderà proprio dalla capacità di figure come Chiara Fabbri di trasformare una presenza in un peso specifico. Perché nei passaggi delicati, quelli veri, non basta sedersi al tavolo. Bisogna farsi ascoltare.

E forse, questa volta, la Valle ha deciso di provarci fino in fondo.

pi.mi.

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