Andrea Gagliarducci -Aci Stampa
Se ne è accorta anche la Conferenza Episcopale Tedesca, che da tempo vive una crisi di fede e che presto andrà in Francia per capire come il Paese più secolarizzato d’Europa stia vivendo, in questi anni, una crescita esponenziale dei battesimi, con conversioni adulte che non accennano a diminuire.
Nella veglia di Pasqua si celebreranno 21.386 battesimi di adulti e adolescenti in tutta la Francia, in crescita rispetto allo scorso anno, quando 17.788 persone avevano ricevuto il battesimo. Nel 2021, per comprendere la portata del fenomeno, i battesimi adulti erano solo 4.895. In cinque anni, dunque, sono aumentati di cinque volte.
Guardando a un orizzonte più ampio, il numero è più che triplicato in appena un decennio: dai 4.124 del 2016 ai 13.234 di quest’anno. Nel frattempo, anche la fascia degli adolescenti è in forte crescita. Nel 2017 erano appena 1.385 a richiedere il battesimo; oggi il numero è salito vertiginosamente a 8.152.
L’arcidiocesi di Parigi ha convocato un concilio locale, della durata di un anno, per discutere il fenomeno. La Conferenza Episcopale Francese ha pubblicato un’indagine che evidenzia come il tasso di crescita dei battesimi tra gli adolescenti stia leggermente rallentando: nel 2026 si registra un aumento del 10%, rispetto al picco del 40% tra il 2024 e il 2025. Un rallentamento che potrebbe però dipendere da un miglioramento del sistema di catechesi e da una raccolta dati più capillare da parte delle diocesi.
Le generazioni più anziane rappresentano una quota minima. Solo l’1% dei battesimi degli adulti riguarda persone con più di 65 anni. Al contrario, millennial e generazione Z dominano le statistiche: l’82% degli adulti che ricevono il battesimo ha un’età compresa tra i 18 e i 40 anni.
La Conferenza Episcopale ha condotto un’indagine approfondita. All’inizio dell’anno sono stati intervistati 1.450 catecumeni provenienti da 60 diocesi. Dai risultati emerge che il 40% ha intrapreso il cammino verso il battesimo in seguito a una difficoltà personale, spesso trasformata in una ricerca profonda di significato.
L’arcivescovo di Lione, Olivier de Germay, punto di riferimento per i catecumenati, ha raccontato di aver letto quest’anno circa 500 lettere di persone che chiedono il battesimo nella sua diocesi. Secondo l’arcivescovo, queste testimonianze rivelano «la sensazione di qualcosa che manca» e un «vuoto interiore».
Quasi un terzo degli intervistati (32%) afferma inoltre di aver vissuto un’esperienza spirituale intensa, decisiva nel portarli a chiedere il battesimo.
Per questo motivo, l’attenzione sul fenomeno è molto alta. Le otto diocesi della regione Île-de-France, insieme alla diocesi delle Forze Armate francesi, hanno avviato una fase di consultazione a livello di consiglio provinciale.
Non è però un caso isolato. Altre Chiese nel mondo stanno osservando con attenzione quanto accade in Francia e registrano segnali simili. L’arcivescovo di Melbourne ha già compiuto una visita di studio, e anche la Conferenza Episcopale Tedesca si prepara a fare lo stesso.
Resta, tuttavia, un dato che racconta l’altra faccia del fenomeno: i battesimi dei bambini sono diminuiti drasticamente, dimezzandosi nell’arco di due decenni.
Nel 2000, la Chiesa celebrava 380.093 battesimi di bambini sotto i sette anni. Nel 2023, il numero è crollato a 170.290.
È il segno evidente di una generazione profondamente secolarizzata. Eppure, in modo inatteso, è proprio da quella stessa frattura che oggi sembra riemergere una nuova domanda di fede.





