Passa in quinta Commissione “Servizi sociali” il disegno di legge sul Terzo settore, con un parere favorevole a maggioranza arrivato al termine di un confronto che la presidente Luisa Trione rivendica come ampio e partecipato. Si sono astenuti i gruppi FdI, Lega VdA e PD-FP.
Non un semplice passaggio tecnico, ma – nelle parole della stessa Trione – l’esito di un lavoro di ascolto e mediazione con il mondo del volontariato e della cooperazione sociale. «Il parere della Commissione giunge al termine di un ampio confronto con i rappresentanti del Terzo settore, di cui abbiamo recepito alcune istanze negli emendamenti che hanno portato alla definizione del nuovo testo di legge», sottolinea la presidente, mettendo l’accento su un percorso che ha cercato di tenere insieme esigenze diverse.
Il cuore del provvedimento è chiaro: rafforzare il ruolo di un comparto che, soprattutto in una realtà come quella valdostana, rappresenta una rete fondamentale di prossimità e servizi. «L’obiettivo è valorizzare le realtà del territorio – cooperative sociali, associazioni di volontariato e di promozione sociale, fondazioni – che già operano per il bene comune e creare le condizioni affinché possano collaborare con la pubblica amministrazione nell’ambito della cosiddetta amministrazione condivisa», evidenzia Trione. Un passaggio non banale, perché segna il tentativo di superare una logica puramente erogativa, aprendo invece a forme strutturate di coprogettazione.
La prospettiva, insiste la presidente, è concreta: «realizzare progetti capaci di generare benefici concreti per la comunità valdostana». E ora lo sguardo è già rivolto all’Aula: «Il provvedimento sarà portato all’attenzione del Consiglio nell’ultima riunione di aprile e ci auguriamo che, una volta approvato, possa essere attuato in tempi rapidi».
Il testo, composto da 24 articoli, vede come relatori la stessa Trione per la maggioranza e Andrea Manfrin per la minoranza. Tra le novità più rilevanti spicca l’istituzione della Consulta regionale del Terzo settore, pensata come sede stabile di confronto e partecipazione, e dell’Osservatorio regionale, chiamato a monitorare l’evoluzione del comparto e a supportare la programmazione strategica.
Non meno importante il rafforzamento del sostegno al Centro di Servizio per il Volontariato, con l’obiettivo di migliorare la qualità dei servizi offerti, facilitare la formazione e accompagnare gli enti nelle procedure, spesso complesse, legate al Registro unico del Terzo settore.
Un impianto che prova a dare struttura e continuità a un mondo già attivo, ma che ora cerca una cornice normativa più solida. E, almeno nelle intenzioni della maggioranza, anche più condivisa.





