L’aggiornamento riguarda unicamente i circa 3 milioni di clienti vulnerabili attualmente serviti in Maggior Tutela. Sono considerati tali coloro che si trovano in almeno una delle seguenti condizioni: più di 75 anni, percettori di bonus sociale, soggetti con disabilità (art. 3, L. 104/92), residenti in moduli abitativi di emergenza o in isole minori non interconnesse, oppure utilizzatori di apparecchiature salva-vita.
Sui clienti vulnerabili dell’elettricità si abbattono dunque le conseguenze della guerra e delle tensioni internazionali.
Come spiega Arera in una nota, “l’incertezza sulla durata del conflitto in Medio Oriente ha causato un inaspettato innalzamento dei prezzi dei prodotti energetici sui mercati internazionali, con una ricaduta diretta sulle bollette di energia elettrica. L’aumento della spesa per la materia energia è solo parzialmente compensato da una riduzione del 2,2% del prezzo di dispacciamento (PD). Rimane invariata la componente degli oneri di sistema, grazie a una gestione ottimizzata della liquidità disponibile. Inoltre, in attuazione del DL Bollette, l’Autorità ha previsto una riduzione dell’aliquota applicata all’energia prelevata della componente tariffaria ASOS per gli utenti non domestici (non energivori)”.
La spesa annuale per i clienti vulnerabili in Maggior Tutela sarà dunque di 589,34 euro nel periodo compreso tra il 1° luglio 2025 e il 30 giugno 2026, in aumento del 4,5% rispetto ai 563,76 euro registrati nel periodo precedente (1° luglio 2024 – 30 giugno 2025).
Dal 1° aprile 2026, il prezzo di riferimento dell’energia elettrica per il cliente tipo sarà di 30,24 centesimi di euro per kilowattora, tasse incluse. In particolare, nella spesa per la materia energia, che rappresenta il 59,7% del totale, 15,81 centesimi di euro (pari al 52,3% della bolletta) riguardano i costi di approvvigionamento dell’energia, in aumento del 15% rispetto al primo trimestre 2026, mentre 2,24 centesimi di euro (7,4% del totale) sono destinati alla commercializzazione al dettaglio.
La spesa per gli oneri di sistema resta invariata e copre il 10% del totale della bolletta. Il 20,4% della spesa va per il trasporto e la gestione del contatore, mentre il 9,9% è rappresentato dalle imposte, in aumento del 7,4%.
Per molte famiglie già in difficoltà si tratta di una stangata insostenibile. Con le nuove tariffe, la bolletta media per i clienti vulnerabili salirà a circa 605 euro l’anno nei prossimi dodici mesi. Sommati ai 1.208 euro dell’utente tipo che consuma 1.100 metri cubi di gas, si arriva a una spesa complessiva di 1.813 euro.
“Si tratta dei primi effetti tangibili in bolletta del conflitto in atto che, come purtroppo avevamo previsto, ha ripercussioni sul gas e quindi anche sulla bolletta elettrica – spiega Federconsumatori –. Ma l’aumento non si circoscriverà ai clienti vulnerabili: le ripercussioni toccheranno tutti coloro che hanno un contratto a libero mercato legato all’andamento del PUN e, successivamente, anche le nuove offerte a prezzo fisso”.
Federconsumatori chiede una serie di misure urgenti e straordinarie: un bonus più consistente, con soglia Isee innalzata temporaneamente fino a 25.000 euro; la riforma degli oneri di sistema sui beni energetici; la proroga del taglio delle accise; e la creazione di un Fondo di contrasto alla povertà energetica.





