ATTUALITÀ - 31 marzo 2026, 19:33

Aosta: Per il Centro Polifunzionale Brocherel quando l’Europa ferma Aosta e la politica prova a ripartire meglio

La sentenza della Corte di Giustizia UE costringe il Comune di Aosta a ritirare il bando per la nuova RSA Brocherel. Nessun errore amministrativo, ma un cambio di regole che impone di riscrivere tutto. Tra pragmatismo e preoccupazioni per il futuro del partenariato pubblico-privato, la politica locale rilancia una delle opere più attese

Il costruendo centro polifunzionale

Il costruendo centro polifunzionale

C’è un momento, nella vita amministrativa di un Comune, in cui tutto sembra finalmente allinearsi: progetto pronto, percorso definito, obiettivo a portata di mano. E poi, all’improvviso, arriva qualcosa che non controlli. Non una polemica politica, non un errore tecnico. Ma una sentenza europea. È quello che è accaduto ad Aosta con il progetto del nuovo Brocherel, destinato a diventare una moderna RSA. Un passo indietro obbligato proprio sul più bello, quando il traguardo sembrava ormai lì, a pochi metri.

Non è una storia di inefficienza, e nemmeno di leggerezza. Il Comune aveva costruito il bando nel rispetto delle regole italiane, applicando correttamente il Codice dei contratti pubblici. Poi, il 5 febbraio 2026, la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha cambiato il terreno sotto i piedi di tutti.

Una sentenza – la C-810/24 – che ha dichiarato incompatibile con la direttiva europea il meccanismo della prelazione previsto dall’ordinamento italiano. Tradotto: ciò che fino al giorno prima era legittimo, dal giorno dopo non lo è più. Una linea netta, senza zone grigie.

Il principio è semplice quanto dirompente: garantire davvero concorrenza e parità di trattamento tra gli operatori. Per farlo, la Corte ha ritenuto che la prelazione finisca per scoraggiare altri partecipanti, alterando il gioco prima ancora che inizi. E così, mentre a Roma si aggiorna il diritto, nei territori si fermano i cantieri, o meglio: si fermano le carte che quei cantieri dovrebbero far partire.

Anche l’ANCI ha tolto ogni dubbio interpretativo, indicando chiaramente la strada: annullare in autotutela le procedure coinvolte. Nessuna alternativa, nessuna scorciatoia. Aosta ha dovuto adeguarsi. Punto. Ma è nella reazione che si misura la qualità della politica e dell’amministrazione. E qui il racconto cambia tono.

L’assessore alle Politiche sociali Marco Gheller non nasconde l’amarezza, ma rivendica il lavoro fatto. «Eravamo ormai all’ultimo metro, ma la sentenza non lasciava margini di interpretazione. Gli uffici si sono attivati immediatamente e in tempi rapidissimi siamo riusciti a ripubblicare il bando.» C’è, in queste parole, tutta la frustrazione di chi vede sfumare un lavoro lungo mesi. Ma anche una risposta amministrativa che prova a non perdere tempo, a non trasformare lo stop in paralisi.

Marco Gheller (sn) e Corrado Cometto

Perché qui non si parla di un’opera qualsiasi. Il Brocherel è, prima di tutto, una risposta a un bisogno reale, concreto, quotidiano: quello di una popolazione che invecchia e chiede servizi dignitosi, moderni, adeguati. E allora il tempo perso pesa doppio.

Ma c’è un altro livello, più politico e meno immediato, che emerge dalle parole dell’assessore ai Lavori pubblici Corrado Cometto. Ed è forse quello più interessante. «Si tratta di strumenti fondamentali per attivare sinergie tra pubblico e privato: la riduzione dei meccanismi di valorizzazione per i promotori potrebbe tuttavia disincentivare gli investimenti progettuali, limitandone l’utilizzo e, di conseguenza, la capacità di realizzare interventi di interesse pubblico.»

Qui il Brocherel diventa quasi un caso di studio. Perché la questione non è solo rifare un bando. È capire se, con queste nuove regole, sarà più difficile realizzare opere pubbliche attraverso il partenariato. In altre parole: l’Europa alza l’asticella della concorrenza, ma nel farlo rischia – almeno secondo Cometto – di raffreddare l’interesse dei privati a investire tempo e risorse nella progettazione.

È un equilibrio sottile, e per nulla teorico. Senza quei meccanismi di incentivo, chi si farà carico dei costi iniziali? Chi avrà interesse a proporre soluzioni innovative? Domande che, oggi, non hanno ancora una risposta chiara.

Nel frattempo, però, Aosta ha scelto di non restare ferma. Il bando è stato ritirato, riscritto, ripubblicato. Senza drammi pubblici, senza scaricare responsabilità. Con una consapevolezza che resta sullo sfondo, ma che vale la pena esplicitare: sempre più spesso, le decisioni che incidono sulla vita concreta delle comunità locali si prendono altrove. A Lussemburgo, a Bruxelles, dentro un sistema di regole che chiede uniformità, ma che non sempre tiene conto delle specificità dei territori.

Eppure, proprio da qui passa la credibilità delle amministrazioni locali: dalla capacità di adattarsi, senza perdere di vista l’obiettivo.

Il Brocherel, in fondo, è ancora lì. Non è sparito. Non è stato ridimensionato. Ha solo dovuto fare i conti con un cambio di regole. E adesso riparte. Con qualche certezza in meno, forse. Ma con una trasparenza in più.

pi.mi.

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