ATTUALITÀ POLITICA - 25 marzo 2026, 13:34

Conclusa la discussione generale sul disegno di legge sul Corpo forestale della Valle d'Aosta

Nella seduta mattutina del 25 marzo 2026, il Consiglio regionale ha concluso la discussione generale sul disegno di legge che contiene disposizioni sull’ordinamento e sul funzionamento del Corpo forestale della Valle d’Aosta e sulla disciplina del relativo personale

Conclusa la discussione generale sul disegno di legge sul Corpo forestale della Valle d'Aosta

Dopo la relazione di Michel Martinet si è aperto il dibattito. Sul testo sono stati depositati 43 emendamenti - di cui 22 congiunti dei gruppi Lega VdA, AVS e La Renaissance, 18 di FdI, 2 di PD-FP, 1 di AdC, - e 2 ordini del giorno - di cui 1 di PD-FP e 1 di AdC. 

Il dibattito in Aula

La Capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra, Chiara Minelli, ha spiegato che «questo disegno di legge, come quello sui vigili del fuoco discusso di recente, nasce da un percorso inizialmente condiviso con sindacati e membri del Corpo forestale, poi interrotto: le modifiche successive della maggioranza non sono state concordate e hanno inciso su punti fondamentali della legge. Il limite del testo è che non chiarisce sufficientemente il profilo del Corpo, anzi in alcuni punti lo indebolisce. I suoi componenti hanno le stesse qualifiche di ufficiali e agenti di polizia giudiziaria dei corpi nazionali e operano su un ampio spettro di reati, non solo ambientali, ma il provvedimento rischia di non valorizzare questa funzione. Per questo, con gli emendamenti depositati insieme ad altri gruppi, abbiamo chiesto di chiarire che la funzione di polizia giudiziaria del Corpo è generale e non settoriale. Un altro punto critico riguarda la gestione degli incendi boschivi: come evidenziato nella lettera dei sottufficiali, il riferimento alle infrastrutture rischia di creare confusione e limitare l’ambito di intervento, complicando la catena decisionale e incidendo su tempestività ed efficacia. Critico è anche il punto sull’introduzione dei funzionari forestali: la novità non è accompagnata da una definizione chiara di compiti, competenze e requisiti, rischiando di creare ruoli deboli. Gli emendamenti presentati, già bocciati in Commissione e ora riproposti, non sono certo ostruzionistici, ma proposte puntuali per migliorare il testo. La legge contiene vari elementi positivi che condividiamo, ma potrebbe essere più chiara, coraggiosa e condivisa, e soprattutto dovrebbe dare al Corpo forestale una identità più definita, all'altezza dei molteplici compiti, aumentati nel tempo, che devono essere affrontati anche attraverso una migliore declinazione della formazione.»

«Esprimiamo un giudizio complessivamente positivo su questo disegno di legge, che rappresenta un passo avanti rispetto alla normativa del 2002 e aggiorna l’ordinamento del Corpo forestale valdostano, presidio fondamentale del territorio - ha osservato il Capogruppo della Lega Vallée d'Aoste, Andrea Manfrin -. Si tratta di una riforma importante, che introduce maggiore chiarezza organizzativa, percorsi di carriera più trasparenti e un sistema più strutturato, senza stravolgere l’impianto esistente. Abbiamo tuttavia presentato una serie di emendamenti, non ideologici ma tecnici e migliorativi, per correggere alcune imprecisioni normative, rafforzare l’organizzazione interna, chiarire ruoli e competenze - in particolare sulla polizia giudiziaria - e garantire maggiore tutela ed equità per il personale. Tra i punti principali: il rafforzamento delle unità specialistiche, parametri chiari e trasparenti per le progressioni di carriera, maggiori tutele per chi opera in attività investigative e più flessibilità operativa sul territorio, accesso agli stessi percorsi formativi degli omologhi nazionali. Con queste correzioni, il testo può diventare una legge solida, moderna e all’altezza delle sfide ambientali e di sicurezza che il Corpo è chiamato ad affrontare. Per questo, qualora gli emendamenti principali vengano accolti, il nostro voto sul provvedimento sarà favorevole.»

Il Presidente della terza Commissione, Corrado Jordan (Union Valdôtaine), ha evidenziato «il ruolo cruciale del Corpo forestale non solo per la tutela dell’ambiente, ma anche per la sicurezza e la conservazione dell’identità del territorio. Questa non è solo una riforma amministrativa, ma è un vero atto di autonomia valdostana, che riafferma le prerogative del nostro Statuto speciale. La storia del Corpo dimostra come questa competenza sia profondamente radicata nel nostro ordinamento e difesa nel tempo, anche a fronte di tentativi di centralizzazione. Con questa legge vogliamo valorizzare una struttura che è solidamente e strutturalmente incardinata nell’amministrazione regionale, così come lo sono i vigili del fuoco: il Corpo forestale è e deve restare un braccio operativo della Regione, non un’entità scollegata. Non accettiamo una visione che lo riduca a semplice controllore: è un custode dell’ecosistema alpino. Il suo ruolo è prima di tutto tecnico, fondato sulla conoscenza del territorio. La prevenzione deve restare prioritaria rispetto alla repressione, perché quando si arriva alla sanzione il danno ambientale è spesso già avvenuto. Se si investe sulla prevenzione riusciamo indirettamente a favorire la nostra montagna, per chi ci vive e per chi ci lavora. Questa legge che modernizza il Corpo non è una copia delle norme statali, ma una scelta coerente con la specificità valdostana e con la necessità di tutelare in modo efficace un territorio fragile e unico.» 

«Fratelli d’Italia non è contraria all’impianto generale della legge - ha dichiarato il Capogruppo Alberto Zucchi -: riconosciamo la necessità di un aggiornamento normativo e condividiamo l’obiettivo di rafforzare l’efficacia operativa del Corpo forestale valdostano, valorizzandone il ruolo sul territorio. Proprio per questo riteniamo che un intervento di questa portata debba poggiare su basi giuridiche solide, coerenti e pienamente compatibili con il quadro costituzionale e con l’ordinamento nazionale. Permangono infatti alcune criticità. La prima riguarda il tema delle funzioni di pubblica sicurezza: il disegno di legge attribuisce al Corpo competenze che si collocano, almeno in parte, in un ambito riservato allo Stato dall’articolo 117 della Costituzione. È quindi necessario un intervento chiarificatore, per evitare ambiguità e possibili profili di incostituzionalità. Un secondo punto riguarda l’estensione delle competenze attraverso atti della Giunta regionale: trattandosi di un Corpo che esercita funzioni di polizia giudiziaria, compiti e limiti devono essere definiti dalla legge, nel rispetto del principio di legalità, e non rimessi a strumenti amministrativi potenzialmente discrezionali. Il nostro approccio è costruttivo: non vogliamo bloccare la legge, ma migliorarla. Abbiamo presentato 18 emendamenti mirati, con l’obiettivo di rafforzare la coerenza costituzionale, chiarire i limiti delle funzioni di pubblica sicurezza e garantire una base normativa più solida e tutelante per operatori e cittadini.»

«Questa legge avrà un senso compiuto solo se il percorso di equiparazione previdenziale dei forestali andrà a buon fine: per questo abbiamo presentato un ordine del giorno che impegna il Governo regionale a riferire entro sei mesi sullo stato della norma di attuazione. Non è un atto di sfiducia, ma di serietà legislativa - ha detto il Consigliere del PD-Federalisti progressisti VdA, Fulvio Centoz -. Come forza che ha contribuito a questo disegno di legge nella scorsa legislatura, ne condividiamo l'impianto e passaggi fondamentali come il transito dal diritto privato al diritto pubblico del Corpo forestale. Restano però nodi aperti su cui abbiamo presentato due emendamenti. Per l'individuazione del comandante, la legge valorizza giustamente il personale interno, ma la dotazione organica di partenza è ridotta. Proponiamo, solo in mancanza di candidati idonei interni, di conferire l'incarico a un dirigente regionale con laurea magistrale ed esperienza, per massimo tre anni non rinnovabili. Si tratta di un meccanismo-ponte, non di un'alternativa strutturale. Proponiamo, inoltre, di allungare da tre a cinque anni il mantenimento della sede per il personale distaccato in Procura, perché le competenze di polizia giudiziaria non si costruiscono in tempi così brevi.»

Il Capogruppo di Autonomisti di Centro, Marco Carrel, premettendo che «questo disegno di legge appare sostanzialmente sovrapponibile a quello già presentato nel 2025, a cui avevo personalmente lavorato in qualità di Assessore», si è soffermato sul «metodo utilizzato dalla maggioranza per arrivare a questo risultato: un metodo che non possiamo approvare né accettare. È stato infatti esplicitamente dichiarato che questa versione non è stata condivisa con le organizzazioni sindacali: una scelta per noi grave e incomprensibile, soprattutto alla luce del fatto che il precedente testo era frutto di concertazione con le parti sociali. Ci troviamo di fronte a un percorso segnato da passi indietro, modifiche tecniche senza spiegazioni politiche e un ritorno, di fatto, alla versione originaria, segno di una evidente mancanza di visione. In Commissione abbiamo inoltre riscontrato una chiusura totale verso gli emendamenti dell’opposizione, con un atteggiamento contraddittorio rispetto alla centralità che si dice di voler attribuire alle Commissioni, ridotte invece a mero passaggio formale. Resta la convinzione che il Corpo forestale sia un’istituzione fondamentale per la nostra regione, un presidio tecnico e operativo radicato nell’amministrazione e baluardo della nostra autonomia. Proprio per questo serviva un metodo diverso. Come classe politica avremmo tanto da imparare dal Corpo forestale, che ogni giorno opera sul territorio: più ascolto, più vicinanza al territorio, più collaborazione, meno arroganza e meno gestione del potere fine a sé stesso.»

Il Capogruppo di PD-FP, Jean-Pierre Guichardaz, ha evidenziato come «questo provvedimento si inserisca in un percorso avviato e in larga parte costruito nella precedente legislatura, quando il nostro gruppo era forza di maggioranza: è la prosecuzione di un lavoro già impostato, analogo a quanto avvenuto per la riforma dei vigili del fuoco. Questo dato dimostra che non eravamo noi a rallentare, come è stato più volte sostenuto, ma che esisteva un percorso solido, oggi portato a compimento. La legge non rappresenta quel cambio di passo nei rapporti con lo Stato che era stato indicato tra le motivazioni del nuovo assetto politico regionale. Non siamo di fronte a un provvedimento frutto di un nuovo dialogo con Roma, né a un avanzamento sulle norme di attuazione, in particolare su un tema centrale come l’equiparazione previdenziale del Corpo forestale, richiamato anche nell’accordo tra UV e FI. Quanto al testo, vi è la criticità - già emersa nel dibattito sulla legge dei vigili del fuoco - relativa alla catena di comando negli incendi boschivi: come evidenziato anche nella lettera dei sottufficiali forestali, il riferimento alle “infrastrutture” e il rinvio a una successiva deliberazione della Giunta introducono un margine di incertezza che, su materie come il soccorso, dovrebbe essere evitato. La chiarezza della catena di comando non è un elemento secondario, ma una condizione essenziale per l’efficacia dell’intervento. Era necessaria una definizione più puntuale già in sede legislativa, senza demandare aspetti così rilevanti a un atto amministrativo successivo. Gli emendamenti presentati dal nostro gruppo non sono modifiche all'impianto della legge, che condividiamo, ma interventi puntuali per migliorarne il funzionamento.»

Per il Presidente della seconda Commissione, Marco Sorbara (FI), «oggi non stiamo semplicemente discutendo una legge, ma scegliendo il modello di territorio e la comunità che vogliamo essere. Il Corpo forestale della Valle d’Aosta non è solo un corpo tecnico: è un presidio fondamentale della nostra autonomia, una presenza concreta che garantisce equilibrio tra uomo e ambiente, libertà e responsabilità. Interviene dove lo Stato arriva con difficoltà, nei boschi e nelle montagne, nelle emergenze, nella prevenzione, nel controllo e nel rapporto diretto coi cittadini. Questa legge non è un passaggio burocratico: rafforza il Corpo forestale, adeguandolo alle sfide di oggi e di domani, dai cambiamenti climatici al dissesto idrogeologico, dalla pressione antropica alle nuove forme di illegalità ambientale. Abbiamo lavorato per migliorare l’organizzazione, le condizioni operative e l’efficacia degli interventi, costruendo una visione moderna del Corpo. Non è il frutto di un accordo politico, ma di ascolto, esperienza e confronto, perché intervenire su un presidio così importante richiede rispetto per le istituzioni e per chi lavora ogni giorno sul territorio. Il Corpo forestale è centrale per la nostra Valle: controllo, prevenzione, educazione, presidio sociale e riferimento umano. Difendere il territorio significa difendere identità, economia, turismo, modo di vivere e futuro dei nostri figli.»

red.

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