Le Messager Campagnard - 24 marzo 2026, 19:39

Batailles de Reines, la primavera della tradizione che guarda al futuro

Cinque appuntamenti tra marzo e aprile accendono la Valle d’Aosta con il 69ème Concours Régional des Batailles de Reines. Un patrimonio culturale che unisce allevamento, identità e comunità, oggi rilanciato anche attraverso i social

Batailles de Reines, la primavera della tradizione che guarda al futuro

La primavera in Valle d’Aosta non è solo una stagione: è un risveglio collettivo, un richiamo antico che affonda le radici nella terra, negli alpeggi e nella memoria condivisa. Con il 69ème Concours Régional des Batailles de Reines, al via domenica 29 marzo a Pont-Saint-Martin, torna uno degli appuntamenti più identitari del mondo rurale valdostano, capace di unire generazioni e territori in un rito che è insieme competizione, festa e cultura.

Le Batailles de Reines non sono semplici scontri tra bovine: sono l’espressione più autentica dell’allevamento di montagna. Le protagoniste, le “reines”, appartengono principalmente alla razza valdostana — in particolare la Pezzata Rossa e la Castana — selezionate nei secoli per la loro forza, rusticità e capacità di adattamento agli ambienti alpini. In natura, queste bovine stabiliscono gerarchie spontanee all’interno della mandria: le batailles non fanno altro che riprodurre, in un contesto regolato e senza costrizioni, questo comportamento istintivo.

La tradizione affonda le sue origini ben prima dell’istituzionalizzazione del concorso, avvenuta nel 1958, quando si decise di dare una forma organizzata a una pratica già diffusa nelle comunità contadine. Da allora, le Batailles sono diventate un simbolo della Valle d’Aosta, un patrimonio immateriale che racconta la relazione profonda tra uomo, animale e territorio.

Il calendario della primavera 2026 prevede cinque tappe, distribuite nei luoghi simbolo della regione. Dopo l’apertura a Pont-Saint-Martin (29 marzo), il circuito farà tappa a Saint-Marcel per l’immancabile appuntamento di Pasquetta (6 aprile), momento che da sempre unisce famiglie, allevatori e appassionati in una giornata di festa popolare. Seguiranno le sfide a Jovençan (12 aprile) e Gignod (19 aprile), fino alla chiusura a Pollein (26 aprile), dove verranno incoronate le regine della stagione primaverile.

Ma ridurre le Batailles de Reines a un calendario di competizioni sarebbe limitante. Attorno a questi eventi si sviluppa un vero e proprio universo sociale: c’è il lavoro quotidiano degli allevatori, fatto di cura, selezione e dedizione; c’è l’orgoglio delle famiglie che tramandano saperi e lignaggi; c’è la dimensione conviviale, fatta di pranzi all’aperto, dialetto, musica e racconti che si rinnovano di anno in anno.

Non è un caso che la manifestazione sia oggi riconosciuta come uno dei pilastri della cultura alpina valdostana, capace di resistere ai cambiamenti e, allo stesso tempo, di adattarsi ai nuovi linguaggi. Proprio in questa direzione si inserisce la scelta dell’Association Régionale Amis des Batailles de Reines di rafforzare la propria presenza digitale.

Attraverso i canali ufficiali “Reines Vallée d’Aoste” su Instagram e Facebook, l’Association punta a raccontare non solo le gare, ma l’intero mondo che ruota attorno alle Batailles: le storie degli allevatori, la preparazione degli animali, i momenti di festa e di comunità. Un modo per avvicinare anche le nuove generazioni e chi si affaccia per la prima volta a questa realtà.

“Batailles, ma non solo – sottolinea il vicepresidente Fabio Lombardo – Il nostro intento è valorizzare tutto ciò che ruota attorno a questi appuntamenti: il divertimento, la fatica e la gioia di stare insieme, quel senso di comunità che rende unica questa tradizione”.

Sulla stessa linea il presidente Roberto Bonin: “Guardiamo al futuro senza dimenticare le nostre radici. Questo rinnovamento digitale è un ponte tra generazioni, per far vivere la passione per le nostre reines anche a chi si avvicina per la prima volta a questo mondo”.

Ed è proprio qui che sta la forza delle Batailles de Reines: nella loro capacità di essere contemporaneamente memoria e presente. In un’epoca in cui il mondo rurale rischia spesso di essere marginalizzato o folklorizzato, la Valle d’Aosta dimostra invece che tradizione e modernità possono convivere, senza snaturarsi.

Le arene si riempiono, le campane risuonano, le reines si affrontano con la fierezza che le contraddistingue. Ma, soprattutto, si ritrova una comunità. E forse è questo il vero significato delle Batailles: non decretare una vincitrice, ma ricordare, ogni primavera, chi siamo.

je.fe.

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