Consiglio Valle Comuni - 23 marzo 2026, 08:38

Referendum costituzionale: affluenza al 44,25% in Valle d’Aosta, oggi la chiusura delle urne alle 15

In Valle d’Aosta affluenza al 44,25% alle ore 23 di domenica 22 marzo. Seggi riaperti lunedì 23 marzo dalle 7 alle 15, quando si chiuderanno definitivamente le urne e inizierà lo spoglio. A livello nazionale si guarda al quorum del 50%+1, storicamente difficile da raggiungere nei referendum costituzionali.

Referendum costituzionale: affluenza al 44,25% in Valle d’Aosta, oggi la chiusura delle urne alle 15

La Valle d’Aosta si conferma, ancora una volta, una delle regioni più partecipative del Paese quando si tratta di consultazioni popolari. Alle ore 23 di domenica 22 marzo 2026, l’affluenza per il referendum costituzionale si è attestata al 44,25%, con 43.340 votanti su 97.949 aventi diritto.

Un dato significativo, soprattutto se letto nel contesto nazionale, dove tradizionalmente la partecipazione ai referendum – anche quelli costituzionali – fatica a decollare nelle prime ore di voto.

I seggi hanno riaperto questa mattina, lunedì 23 marzo, alle ore 7 e resteranno aperti fino alle ore 15, momento in cui si chiuderanno definitivamente le urne. Subito dopo partiranno le operazioni di scrutinio, insieme alla comunicazione del dato finale sull’affluenza.

Il dato valdostano è interessante per almeno due motivi. Il primo è culturale: qui il voto referendario ha sempre avuto una certa dignità politica, forse anche per una tradizione autonomista che vede nella partecipazione uno strumento concreto di peso. Il secondo è numerico: partire già da oltre il 44% alla prima giornata significa avere buone probabilità di superare il 50%, anche se non è necessario perché il Referendum Costituzionale/Confermativo non richiede quorum, la proposta passa col voto favorevole della maggioranza dei votanti

Storicamente, i referendum costituzionali hanno avuto andamenti molto diversi:

  • Nel referendum costituzionale del 2016 (quello promosso dal governo Renzi), l’affluenza fu altissima: circa 65%, ben oltre il quorum.
  • Nel referendum del 2006 sulla riforma Berlusconi, si votò attorno al 52%, appena sopra la soglia.
  • Diverso invece il discorso per i referendum abrogativi più recenti: nel 2022 l’affluenza si fermò intorno al 20%, rendendo nulla la consultazione.

Come spesso accade, sarà la giornata di oggi a fare la differenza. Il lunedì mattina tende a mobilitare: lavoratori che non hanno votato domenica; elettori più “organizzati” o motivati; fasce di popolazione meno inclini all’astensione.

Ma attenzione: negli ultimi anni si è visto un calo strutturale della partecipazione, e il trend nazionale resta fragile.

Il dato valdostano sopra il 40% già alla prima giornata è quasi una piccola anomalia positiva rispetto al resto d’Italia. Però non basta a leggere il risultato politico complessivo.

Se il quorum dovesse fallire a livello nazionale, anche una Valle d’Aosta virtuosa rischierebbe di restare isolata, più come segnale politico che come elemento determinante.

Se invece si superasse il 50%, allora sì: ogni punto percentuale, anche quello valdostano, peserebbe davvero.

Ore decisive, insomma. Alle 15 sapremo non solo chi ha votato, ma soprattutto se questo referendum avrà davvero voce oppure resterà, come spesso accade, un esercizio incompiuto di democrazia diretta.

red/pol.

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