ATTUALITÀ POLITICA - 23 marzo 2026, 12:30

La grande stangata da 25 centesimi: il grande bluff

C’è chi, ripensando al film La Stangata, prova nostalgia per le truffe fatte con classe. Noi invece, in Valle d’Aosta, dobbiamo accontentarci della versione low-cost: niente Redford, niente Newman, solo un governo che annuncia il taglio delle accise e una serie di distributori che reagiscono come se avessero ricevuto un SMS in sanscrito

La grande stangata da 25 centesimi: il grande bluff

La grande pagliacciata, senza nemmeno il trucco buono: un grande bluff, o — tradotto in italiano — una presa per i fondelli.

Ecco, basterebbero queste due righe per spiegare l’Italia meglio di un manuale di diritto amministrativo.

Il taglio delle accise: durata 20 giorni, come le offerte del Black Friday, ma con meno sincerità. Il governo annuncia il taglio delle accise. I cittadini si illudono. I distributori osservano. I prezzi… fanno quello che vogliono.

E intanto i famosi 25 centesimi durano giusto il tempo di un referendum, come quei saldi che scadono sempre il giorno prima che tu riesca ad andare in negozio.

La verità è che abbiamo assistito a un’operazione di marketing politico degna di un prestigiatore di periferia:
– «Signore e signori, guardate qui! Abbassiamo il prezzo!»
– «Dove? Quando? Per chi?»
– «Ops, è già finito.»

Il balletto dei prezzi: più coreografato di Sanremo.

Quattro prezzi diversi in due giorni sullo stesso distributore. Non è economia: è danza contemporanea. E la coreografia è sempre la stessa:
si alza,
si abbassa un pochino,
si rialza,
si rialza ancora, così, per sicurezza.

A questo punto viene da chiedersi se non ci voglia più tempo a cambiare i cartelloni luminosi che a fare benzina. Forse dovremmo ringraziare: almeno qualcuno, in Italia, un lavoro ce l’ha.

La Valle d’Aosta come metafora nazionale: la sensazione è che tutto sia fermo, che le buche restino buche, i marciapiedi restino pericolanti, gli edifici restino abbandonati. E che nessuno, né sindaci né Regione, abbia una visione che vada oltre il prossimo post su Facebook.

È la stessa logica delle accise: interventi brevi, simbolici, cosmetici. Il contrario di una politica che guarda lontano. Il contrario di ciò che servirebbe per un parco edilizio vecchio, per i villaggi abbandonati nei boschi, per i proprietari che pagano tasse su ruderi che non possono toccare neanche con un cotton fioc.

Il finale (provvisorio): aspettiamo la prossima magia.

Forse, con la crisi energetica, qualcuno si sveglierà. Forse un deputato o un senatore si ricorderà che esiste la Valle d’Aosta. Forse un giorno vedremo un taglio delle accise che dura più di un ciclo di lavatrice.

Nel frattempo, però, resta una certezza: la stangata continua, e noi continuiamo a fare il pieno… di illusioni.

Vittore Lume-Rezoli

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