ATTUALITÀ POLITICA - 20 marzo 2026, 11:30

Referendum, Cittadinanzattiva: “Su spostamento seggi dalle scuole e voto fuori sede si facciano passi avanti”

In vista del voto del 22 e 23 marzo, Cittadinanzattiva torna a chiedere riforme su voto ai fuorisede e sedi elettorali, denunciando ritardi normativi e impatti su studenti e partecipazione democratica. In Valle d’Aosta interviene anche la segretaria regionale Maria Grazia Vacchina

Referendum, Cittadinanzattiva: “Su spostamento seggi dalle scuole e voto fuori sede si facciano passi avanti”

Arriva un nuovo appuntamento elettorale, ma restano irrisolti due nodi che da anni accompagnano il dibattito sulla partecipazione democratica: il voto per i cittadini fuorisede e lo spostamento dei seggi elettorali dalle scuole. A sollevare nuovamente la questione, in vista del referendum del 22 e 23 marzo, è Cittadinanzattiva, che lancia un appello al Governo affinché si compiano passi concreti su entrambi i fronti.

“Arriviamo a questo importante appuntamento senza che il nostro Paese abbia fatto passi avanti su temi cruciali – sottolinea l’associazione –. Se adeguatamente regolamentati, voto fuorisede e revisione delle sedi elettorali contribuirebbero ad ampliare il diritto di voto, contrastare l’astensionismo e tutelare la continuità didattica di circa un milione e mezzo di studenti e studentesse”.

Sul piano politico, l’organizzazione ha inoltre espresso il proprio orientamento per il NO al quesito referendario, pur ribadendo la necessità di rafforzare gli strumenti di partecipazione.

Uno dei punti più critici resta quello dei fuorisede. L’Italia, ricorda Cittadinanzattiva, è tra i pochi Paesi europei – insieme a Malta e Cipro – a non garantire in modo strutturale questa possibilità. Le sperimentazioni avviate nel 2024, in occasione delle elezioni europee, e nel 2025 per il referendum su cittadinanza e lavoro avevano mostrato segnali incoraggianti, con un raddoppio dei votanti fuori sede da 20mila a 40mila. Tuttavia, il decreto elezioni approvato a fine dicembre ha escluso nuovamente questa opportunità, bocciando gli emendamenti presentati in tal senso.

Da qui la richiesta di accelerare l’iter della proposta di legge di iniziativa popolare “Io voglio votare fuorisede”, attualmente all’esame della Commissione Affari costituzionali del Senato, che potrebbe consentire a circa 5 milioni di cittadini – in larga parte studenti, ma anche lavoratori e caregiver – di votare lontano dal proprio Comune di residenza già dalle prossime politiche.

Altro tema caldo è quello dei seggi elettorali collocati nelle scuole. Oggi l’88% delle sezioni si trova all’interno di edifici scolastici, con appena 520 sedi alternative su oltre 61mila. Una scelta che continua a incidere pesantemente sull’attività didattica, costringendo alla sospensione delle lezioni per diversi giorni.

“È grave – denuncia l’associazione – che il fondo da 2 milioni di euro istituito nel 2021 non sia stato né rifinanziato né potenziato. Servono nuove risorse e un supporto concreto ai Comuni che intendano individuare sedi alternative”. Il problema, sottolinea Cittadinanzattiva, si riproporrà a breve anche in vista delle elezioni amministrative di fine maggio, che coinvolgeranno 626 Comuni, con eventuali ballottaggi a inizio giugno.

A livello valdostano, il tema trova eco nelle parole di Maria Grazia Vacchina, segretaria regionale di Cittadinanzattiva VdA: “Anche nella nostra realtà – evidenzia – è fondamentale garantire il diritto al voto a chi studia o lavora fuori regione. Allo stesso tempo, lo spostamento dei seggi dalle scuole rappresenta una scelta di buon senso, che tutela studenti, famiglie e personale scolastico senza compromettere l’organizzazione elettorale”.

Un doppio fronte, quello indicato dall’associazione, che intreccia diritti civili e qualità dei servizi pubblici. E che, ancora una volta, riporta al centro una domanda politica semplice ma decisiva: rendere davvero accessibile il voto a tutti i cittadini.

je.fe.

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