Consiglio Valle Comuni - 19 marzo 2026, 23:34

Union Valdôtaine in aula: lavori pubblici, servizi e mercati tra difesa dei risultati e nuove sfide

Nei due giorni di Consiglio comunale di Aosta il gruppo unionista fa quadrato su cantieri, commercio e servizi sociali, rivendicando risultati, metodo e unità politica

Da sn: Stefano Coquillard, Sylvie Hugonin, Marco Gheller, Alina Sapinet, Corrado Cometto, Giuseppina Bal, Julien Charbonnier

Da sn: Stefano Coquillard, Sylvie Hugonin, Marco Gheller, Alina Sapinet, Corrado Cometto, Giuseppina Bal, Julien Charbonnier

Due giorni intensi, quelli del Consiglio comunale di Aosta, in cui il gruppo dell’Union Valdôtaine ha scelto una linea chiara: stare dentro i dossier, rispondere punto su punto e rivendicare un metodo fatto di concretezza e lavoro condiviso. Non una difesa a oltranza, ma un racconto politico che prova a tenere insieme dati, difficoltà e prospettive.

Il terreno più sensibile resta quello dei lavori pubblici, dove il confronto si è inevitabilmente acceso attorno allo stato di avanzamento dei cantieri. Il caso simbolo è quello del parco del Quartiere Dora, dove il ritardo è stato riconosciuto senza giri di parole. Ma è proprio da lì che il gruppo unionista ha provato a ribaltare la narrazione, allargando lo sguardo.

L’assessore Corrado Cometto ha scelto un tono diretto, quasi di difesa d’ufficio di un sistema che, a suo dire, funziona: «Un ringraziamento va alle imprese, alle maestranze e agli uffici che ogni giorno lavorano con impegno per portare avanti gli interventi sul territorio. Questi continui attacchi a chi quotidianamente opera nei cantieri e negli uffici al servizio della comunità non mi piacciono». E poi la linea politica, netta: «Questa amministrazione sarà sempre dalla parte di chi lavora e di chi cerca di risolvere i problemi».

Accanto alle parole, i numeri. Quelli ministeriali e dell’ANAC che, secondo quanto emerso in aula, raccontano una realtà diversa rispetto alla percezione: tempi medi di realizzazione ad Aosta inferiori rispetto al resto d’Italia, anche su opere complesse come quelle del Quartiere Dora. Un dato che il gruppo unionista utilizza per difendere non solo l’operato dell’amministrazione, ma anche la macchina comunale nel suo complesso.

E mentre si discute del presente, si guarda già al futuro, con l’ipotesi di un decreto nazionale che potrebbe rimettere in carreggiata le opere in ritardo, allungando i tempi fino al 2027. Una prospettiva che, se confermata, alleggerirebbe non poco la pressione politica su uno dei dossier più delicati.

Dal cemento ai banchi del mercato, il passaggio non è solo tematico ma anche simbolico: dalla gestione dei grandi cantieri alla quotidianità della città. Qui il protagonista è Stefano Coquillard, che ha portato in aula il nuovo regolamento dei mercati cittadini, presentandolo come un intervento di buonsenso prima ancora che normativo.

Il suo intervento ha il tono di chi rivendica un lavoro corale: «È stato un lavoro di squadra. Ne approfitto, a nome di tutta l’Union Valdôtaine, per ringraziare l’assessora al commercio Simona Salerno per la grande capacità di ascolto e di risoluzione dei problemi dimostrata in questa fase». Dietro le parole, una riforma che punta a rendere i mercati più ordinati e leggibili, con una redistribuzione degli spazi che promette benefici concreti senza penalizzare gli operatori.

La riorganizzazione del mercato del martedì, il recupero di parcheggi in Piazza Mazzini e la stabilizzazione del mercato del giovedì diventano così tasselli di una strategia più ampia: migliorare la convivenza tra attività economiche, residenti e servizi. Senza strappi, ma con interventi mirati.

Il Consiglio ha poi riportato al centro un tema che tocca direttamente le famiglie: quello degli asili nido. Qui la voce è quella di Sylvie Hugonin, che ha scelto un approccio pragmatico, quasi da cantiere aperto: «L’obiettivo è migliorare l’attuale offerta. La prossima settimana incontreremo le cooperative che gestiscono il servizio per raccogliere criticità e punti di forza e continuare a lavorare in modo costruttivo».

Un percorso che non parte da zero, come ha sottolineato l’assessore Marco Gheller, rivendicando un dato non scontato nel panorama nazionale: «Se è vero che il regolamento può essere migliorato, è altrettanto vero che Aosta garantisce un servizio di qualità, che negli ultimi anni ha visto aumentare i posti disponibili, un caso più unico che raro a livello nazionale». Un’affermazione che suona anche come risposta preventiva alle critiche, in un settore dove la domanda continua a crescere.

E poi c’è il capitolo mense scolastiche, terreno sempre scivoloso perché incrocia diritti, bilanci e sensibilità sociali. Qui il messaggio politico è stato volutamente netto, quasi identitario. L’assessora all’istruzione Alina Sapinet lo ha messo nero su bianco: «Ad Aosta nessun bambino è mai stato allontanato dalla mensa per una questione economica, e mai lo sarà».

A rafforzare il concetto ci ha pensato ancora Marco Gheller, chiarendo il funzionamento del sistema: nessuna esclusione e, nei casi di difficoltà, intervento diretto dei servizi sociali per garantire il diritto al pasto. Un’impostazione che il gruppo unionista rivendica come parte integrante di una visione più ampia di welfare locale.

A tirare le fila del dibattito è stata la capogruppo Giusy Bal, che ha scelto di chiudere con una lettura tutta politica dei due giorni di lavori: «Ancora una volta il nostro gruppo ha dimostrato unità, buon senso e pragmatismo. Siamo oggi l’unico gruppo consiliare che ha sempre votato in maniera compatta e unita, un segno di serietà e responsabilità verso la comunità».

Non solo rivendicazione interna, ma anche messaggio all’esterno: «Siamo il gruppo più numeroso e sentiamo forte il dovere di dare risposte concrete ai cittadini. L’Union Valdôtaine è una forza politica abituata a stare tra la gente e sul territorio».

In fondo, è proprio questa la chiave di lettura che il gruppo prova a dare: meno slogan e più gestione, meno contrapposizione e più continuità amministrativa. Una narrazione che punta a consolidare credibilità, sapendo però che, fuori dall’aula, saranno i risultati concreti a fare davvero la differenza.

pi.mi.

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