ATTUALITÀ ECONOMIA - 19 marzo 2026, 12:07

La benzina fa male al portafoglio a chi è di sinistra o a quelli di destra?

È la domanda che, negli ultimi tempi, tormenta i sonni di molti valdostani (e non solo). E non è quella che ci si aspetterebbe. Non “come faccio a pagare il pieno questo mese?”, né “perché il chilo di pane costa più di un antipasto al ristorante?”. No. La questione che divide, infiamma e tiene incollati agli schermi è un’altra, molto più urgente: di chi è la colpa?

La benzina fa male al portafoglio a chi è di sinistra o a quelli di destra?

La scienza economica, le leggi di mercato, la speculazione internazionale: dettagli. Nei gruppi Facebook della nostra bella Italia ciò che conta è stabilire, con precisione chirurgica, se l’aumento della benzina sia colpa di chi c’è adesso o di chi c’era prima. Un dibattito di straordinaria utilità pratica, come si può immaginare, mentre si fa la fila al distributore.

“Il pane lo paga più caro chi vota PD?”
Purtroppo no. Lo paga caro anche il resto del mondo.

Il copione è rodato e ripetuto con stanchevole precisione. Un cittadino progressista scrive: “Bisognerebbe fare qualcosa, scendere in piazza, far sentire la nostra voce”. Nel giro di tre minuti, puntuale come un orologio svizzero, arriva la replica: “Parlate voi! E quando c’eravate voi, cos’avete fatto?”. Segue il contro-commento: “Almeno noi non avevamo drizzato le banane europee”. E così via, in un vortice dialettico che potrebbe tranquillamente sostituire i programmi di approfondimento serale.

Ma che dimostra una cosa sola: non è il problema degli aumenti il punto centrale. Il punto centrale è darsi contro. Punto e basta.

Si è persino assistito a un episodio degno di una menzione nella storia della retorica: qualcuno che, di fronte alla proposta di uno sciopero, ha risposto: “Ah sì, fate sciopero di venerdì così fate il ponte lungo”. Una critica così acuta da far dimenticare completamente il motivo dello sciopero. Genio puro.

E poteva forse mancare il commento di Andrea F., che accusa i pro-Pal di fare sciopero per i palestinesi ma non per il caro benzina? Al che sorge spontanea la domanda: “Perché non lo fai tu, anziché aspettare gli altri?”.

A questo punto vale la pena porre una domanda di natura empirica: il litro di benzina costa di più ai cittadini che votano a destra o a quelli che votano a sinistra?

Che sorpresa: costa uguale a tutti.

Così come il pane, le bollette, le tasse comunali e il caffè al bar — quest’ultimo in lieve aumento, probabilmente per cause ascrivibili anch’esse a qualche governo passato.

Al distributore non chiedono la tessera del partito. Eppure, nonostante questa inesorabile uguaglianza di fronte al caro vita, la nostra comunità social ha trovato il modo di trasformare ogni problema condiviso in un campionato di colpevolizzazione. La benzina non è più una questione energetica: è un’arena politica in cui, più che i politici, sono gli elettori a insultarsi.

Il pane non nutre: testimonia, per l’ennesima volta, che non è solo un bene primario, ma anche un campo di battaglia tra moderati, progressisti, ex DC ed ex PCI.

La bolletta del gas non riscalda: accusa chi c’era prima.

I sindacalisti che provano ad alzare la voce vengono immediatamente etichettati per la loro appartenenza. Il segretario del sindacato “Pinco Palla”, nel momento stesso in cui dichiara uno sciopero contro il caro vita, viene sezionato ideologicamente prima ancora di aver aperto bocca.

Il risultato? Non si muove nulla. Ma almeno si è avuto modo di dire la propria sull’avversario.

In Valle d’Aosta, terra di confine tra culture e lingue diverse, si è sempre saputo trovare un equilibrio. Forse è il momento di ritrovarlo anche tra le righe di un commento Facebook, prima che il costo della vita salga ancora e l’unica cosa che saremo riusciti a fare sia stabilire — con dovizia di argomentazioni — di chi non era la colpa.

Nel frattempo, il prezzo della benzina non ha ancora letto i commenti. E non sembra intenzionato a farlo. Né, temo, scenderà spaventato dall’onda di indignazione virtuale.

Vittore Lume-Rezoli

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