FEDE E RELIGIONI - 18 marzo 2026, 13:31

La diocesi di Aosta rilancia la formazione cristiana: convegno il 21 marzo per ripensare catechesi e comunità

Al Théâtre de la Ville una mattinata di confronto tra laici e clero sul rinnovamento dei percorsi di fede. Al centro il superamento di una catechesi frammentata e la costruzione di un cammino continuo per tutta la vita.

La diocesi di Aosta rilancia la formazione cristiana: convegno il 21 marzo per ripensare catechesi e comunità

C’è un passaggio, nella nuova Lettera pastorale, che segna con chiarezza la direzione: la formazione cristiana non può più essere un segmento limitato all’infanzia o all’iniziazione, ma deve diventare un percorso continuo, capace di accompagnare la vita delle persone e coinvolgere l’intera comunità. È da qui che prende forma l’iniziativa promossa dalla Diocesi di Aosta, che sabato 21 marzo 2026 riunirà laici e clero per un convegno dal titolo “Formazione alla vita cristiana”.

A indicare la rotta è il vescovo Franco Lovignana, che nella Lettera pastorale 2025-2026 richiama con forza uno dei nodi più sentiti emersi nel cammino sinodale italiano: la necessità di rinnovare le prassi di iniziazione cristiana e, soprattutto, di superare la separazione tra catechesi dei più giovani e formazione degli adulti. L’obiettivo dichiarato è ambizioso: costruire, in ogni unità parrocchiale, un percorso organico che accompagni la fede lungo tutto l’arco della vita, evitando quella frammentazione che negli anni ha spesso indebolito il legame tra comunità e credenti.

Il convegno si inserisce esattamente in questo percorso e rappresenta un momento di passaggio concreto: non solo riflessione, ma anche avvio di un lavoro strutturato sul territorio. L’appuntamento è fissato per le ore 9 al Cinema Théâtre de la Ville di Aosta, luogo simbolico per gli incontri diocesani, e sarà aperto a tutti, con un’attenzione particolare ai catechisti e ai membri dei consigli pastorali, chiamati in prima linea a tradurre le indicazioni pastorali in prassi quotidiana.

Dopo l’introduzione dello stesso Lovignana, la mattinata sarà scandita da tre interventi che tengono insieme dimensione teologica, analisi sociale e prospettiva operativa. La riflessione teologico-pastorale sarà affidata a Erio Castellucci, figura di primo piano a livello nazionale, vicepresidente della CEI e presidente del Comitato del Cammino sinodale, chiamato a offrire una lettura ampia e aggiornata delle sfide che la Chiesa italiana sta affrontando.

A seguire, uno sguardo più sociologico e culturale con l’intervento di Giulio De Rita, che proporrà una “lettura sapienziale” del rapporto tra italiani, fede e Chiesa. Un passaggio che punta a collocare la riflessione pastorale dentro i cambiamenti profondi della società, tra secolarizzazione, nuove forme di spiritualità e trasformazioni del tessuto comunitario.

Infine, il momento più operativo: la presentazione e consegna della bozza di Linee guida per un progetto di formazione alla vita cristiana in ogni unità parrocchiale. Un documento elaborato dal gruppo di lavoro costituito dal vescovo, che rappresenta il primo passo concreto verso una riorganizzazione della catechesi e dei percorsi formativi sul territorio.

Non si tratta, quindi, di un semplice convegno, ma di un tassello dentro una strategia più ampia. La sfida, in filigrana, è quella di passare da una pastorale “a tappe” – spesso legata ai sacramenti – a una pastorale “di processo”, capace di accompagnare le persone nel tempo e di coinvolgere realmente le comunità.

In un contesto in cui la partecipazione ecclesiale è in calo e i modelli tradizionali mostrano evidenti limiti, la scelta della diocesi appare come un tentativo di rimettere al centro la qualità del percorso, più che la quantità delle presenze. E anche, implicitamente, di interrogarsi su quale forma di comunità cristiana sia ancora possibile oggi.

pi.mi.

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