Governo Valdostano - 17 marzo 2026, 13:46

Cooperazione ai minimi storici: Visco richiama un’Europa più unita per affrontare la crisi

Ad Aosta, in occasione del 35° anniversario della Fondazione Courmayeur, l’ex governatore della Banca d’Italia Ignazio Visco lancia un monito chiaro: in un contesto internazionale sempre più instabile, serve rafforzare la cooperazione tra Stati e costruire un’Europa più compatta, anche a geometria variabile

Ignazio Visco e Pietro Passerin d'Entreves

Ignazio Visco e Pietro Passerin d'Entreves

In un contesto globale segnato da tensioni geopolitiche, rallentamenti economici e incertezze sui mercati, il tema della cooperazione internazionale torna con forza al centro del dibattito. A rilanciarlo è stato Ignazio Visco, intervenuto ad Aosta per celebrare il 35° anniversario della Fondazione Courmayeur.

Il quadro delineato dall’ex governatore della Banca d'Italia è tutt’altro che rassicurante. “Più che chiedersi quali saranno le previsioni – ha spiegato – bisogna interrogarsi su come attrezzarsi oggi per superare questa fase”. Un cambio di prospettiva che mette l’accento non tanto sulle stime, quanto sulla capacità di risposta dei sistemi economici.

Il nodo centrale, secondo Visco, è rappresentato da un indebolimento senza precedenti della cooperazione internazionale, ormai “ai minimi storici”. Una situazione che rischia di amplificare gli effetti degli shock globali, a partire da quelli provenienti dagli Stati Uniti. “È uno shock dal quale ci si riprenderà – ha osservato – ma con un certo lasso di tempo, non breve”.

In questo scenario, l’Europa è chiamata a fare un salto di qualità. Non necessariamente attraverso una revisione dei trattati, ma piuttosto mediante un rafforzamento pragmatico delle alleanze tra Paesi. “L’unica soluzione è essere più compatti – ha sottolineato – sia sul piano della politica economica sia su quello politico”.

Una prospettiva che richiama il concetto di integrazione “a geometria variabile”: un’Europa in cui i principali Stati membri possano avanzare insieme su dossier strategici, anche senza l’unanimità. Un approccio flessibile, ma potenzialmente più efficace, per rispondere a un contesto internazionale definito dallo stesso Visco come “disordinato”.

Dal cuore delle Alpi, dunque, arriva un messaggio che va ben oltre i confini regionali: senza una rinnovata capacità di cooperazione e senza un’Europa più coesa, il rischio è quello di affrontare le crisi future in ordine sparso, con costi economici e sociali sempre più elevati.

je.fe.

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