Il Consiglio regionale della Valle d’Aosta ha dedicato la seduta pomeridiana dell’11 marzo alla discussione generale sul disegno di legge relativo alla riorganizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco, un provvedimento composto da 213 articoli che punta a ridefinire l’assetto del comparto sicurezza e soccorso regionale. Il dibattito si è sviluppato lungo tutta la seduta, con interventi articolati sia dalla maggioranza sia dalle forze di opposizione, in un confronto che ha evidenziato divergenze soprattutto sugli emendamenti presentati negli ultimi giorni e sul ruolo della Centrale unica di soccorso. La votazione finale sull’intero provvedimento è attesa presumibilmente nella mattinata di domani.
Ad aprire il confronto è stato il capogruppo della Lega Vallée d’Aoste Andrea Manfrin, che ha criticato il metodo seguito dalla maggioranza. «Il problema di questo disegno di legge, depositato a giugno 2025 dopo una concertazione durata anni e accompagnato allora da pressioni per un’approvazione urgente, è che giovedì scorso la maggioranza ha presentato emendamenti che cambiano in modo sostanziale il testo rifiutando la nostra richiesta di confronto con le organizzazioni sindacali». Manfrin ha spiegato che la minoranza aveva chiesto un rinvio di due settimane per illustrare le modifiche ai diretti interessati, ma la richiesta è stata respinta. «Il risultato – ha aggiunto – è che il testo ha scontentato tutti: sia il Corpo dei vigili del fuoco sia il Soccorso alpino valdostano hanno formulato osservazioni puntuali. Noi non facciamo tifoserie, ma vogliamo una legge che funzioni davvero sul campo».
Sulla stessa linea il consigliere Massimo Lattanzi di Fratelli d’Italia, che ha ricordato come il confronto con i rappresentanti del Corpo abbia evidenziato una larga condivisione del testo originario. «I vigili del fuoco ci hanno confermato di condividere 210 articoli su 213 della legge. Le modifiche introdotte all’ultimo momento hanno scardinato un lavoro di oltre quattro anni». Lattanzi ha anche riferito le preoccupazioni espresse dagli operatori del settore: «Ci è stato detto chiaramente che, se le richieste non saranno ascoltate, qualcuno potrebbe chiedere di tornare nel Corpo nazionale. Questo è un segnale politico molto forte».
Per la capogruppo di Alleanza Verdi e Sinistra Chiara Minelli il nodo riguarda soprattutto il metodo legislativo. «Il disegno di legge è il risultato di cinque anni di mediazioni, ma arriva in Aula con emendamenti presentati pochi giorni fa senza condivisione. Inoltre interviene anche su altre norme, come quelle sulla Centrale unica di soccorso e sul Soccorso alpino valdostano. Una legge che disciplina il Corpo dei vigili del fuoco dovrebbe restare concentrata su questo oggetto». Minelli ha definito «un atto di buon senso» il rinvio richiesto da minoranza e sindacati.
Il consigliere Fulvio Centoz del gruppo PD–Federalisti Progressisti VdA ha sottolineato invece l’importanza della riforma per il riconoscimento giuridico del Corpo. «Con questo provvedimento si riconosce finalmente la piena natura pubblica di una funzione che pubblica lo è sempre stata». Centoz ha però riconosciuto che resta aperto il nodo dell’organizzazione complessiva del sistema di soccorso valdostano. «Serve una vera legge di sistema che definisca con chiarezza il ruolo della Centrale unica di soccorso come soggetto di coordinamento e non di comando».
Critico sul metodo anche il consigliere della Lega Vallée d’Aoste Corrado Bellora, che ha ricordato le tensioni emerse con alcune rappresentanze del Corpo. «In Capigruppo alcuni rappresentanti sindacali hanno evocato la possibilità di tornare a un sistema statale. Un segnale che dovrebbe far riflettere soprattutto una maggioranza che si definisce autonomista». Bellora ha ribadito la necessità di ascoltare prima di decidere.
Dalla maggioranza è arrivata invece una difesa dell’impianto del provvedimento. Il capogruppo dell’Union Valdôtaine Aurelio Marguerettaz ha definito «imbarazzanti» le dichiarazioni sul possibile ritorno sotto il Ministero dell’Interno. «È una coltellata verso una Regione che negli anni ha investito molto in mezzi, strutture e organizzazione. Il nostro obiettivo è migliorare il coordinamento tra tutte le componenti del sistema di soccorso».
Sempre per l’Union Valdôtaine, il consigliere Michel Martinet ha sottolineato il lavoro svolto nelle Commissioni consiliari. «Gli emendamenti non vanno letti come uno stravolgimento del disegno di legge, ma come un contributo costruttivo per rafforzarlo e renderlo più efficace».
Per la vicecapogruppo di Centro Autonomista Luisa Trione il provvedimento rappresenta un passo importante per rafforzare il sistema di sicurezza regionale. «Al centro c’è un valore non negoziabile: la sicurezza dei valdostani e dei turisti. Questa legge valorizza il Corpo dei vigili del fuoco e riconosce anche il ruolo strategico del volontariato».
Più critica la capogruppo de La Renaissance Valdôtaine Eleonora Baccini, secondo cui il metodo seguito dalla maggioranza resta problematico. «A novembre si pensava di avere una versione condivisa, ma a una settimana dal voto sono stati presentati emendamenti sostanziali senza confronto con le parti interessate». Baccini ha espresso preoccupazione in particolare sul ruolo attribuito alla Centrale unica di soccorso, che «rischia di sovrapporsi alle competenze tecniche dei vigili del fuoco».
L’assessore regionale Davide Sapinet dell’Union Valdôtaine, intervenendo nel dibattito, ha ricordato anche la sua esperienza personale nel Corpo. «Faccio parte dei vigili del fuoco dal 1998 e ho cercato di affrontare questo provvedimento con lo sguardo del legislatore». Sapinet ha definito il testo «un punto di equilibrio» e ha ribadito l’impegno della Regione per rafforzare il comparto con nuove assunzioni e investimenti.
L’assessore Mauro Baccega di Forza Italia ha invece richiamato l’impegno politico assunto nel programma di governo. «Ci eravamo impegnati a presentare il disegno di legge entro novanta giorni e lo abbiamo fatto. Da allora è iniziato un lavoro importante nelle Commissioni consiliari per costruire una strategia più ampia sul sistema di soccorso».
Il capogruppo di Autonomisti di Centro Marco Carrel ha annunciato voto favorevole pur riconoscendo i limiti del testo. «Non è la legge migliore possibile e non accontenta tutti, ma rappresenta il penultimo capitolo di un lavoro durato cinque anni».
Il consigliere Laurent Viérin dell’Union Valdôtaine ha inserito il provvedimento nel percorso storico dell’autonomia valdostana in materia di servizi antincendi. «Oggi riaffermiamo con chiarezza queste competenze e ridiamo prospettiva a un comparto fondamentale per la sicurezza della comunità».
Dal gruppo Alleanza Verdi e Sinistra, il vicecapogruppo Eugenio Torrione ha invece rilanciato la domanda già posta da altri consiglieri: «Perché dopo tanti anni di concertazione sono stati presentati emendamenti così rilevanti negli ultimi giorni?».
Il capogruppo di Forza Italia Pierluigi Marquis ha invitato a mantenere un approccio costruttivo. «Il modello valdostano di protezione civile ha dato risultati importanti. Questo disegno di legge mira a migliorare l’organizzazione del Corpo e il coordinamento tra le diverse componenti del sistema».
Critico anche il consigliere Andrea Campotaro di Alleanza Verdi e Sinistra, secondo cui il testo non chiarisce sufficientemente il funzionamento del coordinamento tra i diversi soggetti coinvolti negli interventi di emergenza.
Nella replica finale il presidente della Regione Renzo Testolin dell’Union Valdôtaine ha difeso il lavoro svolto. «Il disegno di legge è il risultato di anni di confronto e per oltre il 99 per cento rappresenta un testo riconosciuto come necessario per inserire il Corpo dei vigili del fuoco nel comparto sicurezza e soccorso istituito nel 2024». Testolin ha spiegato che gli emendamenti sono stati elaborati nel corso di mesi di lavoro e servono a colmare «quel piccolo margine di miglioramento» ancora presente nel sistema.
Il provvedimento, come illustrato nella relazione dal consigliere Corrado Jordan dell’Union Valdôtaine, punta a modernizzare l’organizzazione del Corpo valdostano dei vigili del fuoco introducendo un ordinamento di diritto pubblico gerarchico e altamente specializzato, confermandone al tempo stesso l’autonomia rispetto al sistema nazionale. Il voto finale sul disegno di legge è atteso presumibilmente nella mattinata di domani.





