AMBIENTE - 10 marzo 2026, 11:30

Boschi e filiera del legno: parte dal Monte Bianco il primo Piano forestale territoriale della Valle d’Aosta

Avviata la redazione del primo Piano forestale di indirizzo territoriale della Valle d’Aosta per l’area Mont Blanc. L’iniziativa, presentata dall’assessore Speranza Girod ai sindaci della Valdigne, punta a migliorare la gestione dei boschi e rilanciare la filiera foresta-legno con una pianificazione moderna e condivisa

Boschi e filiera del legno: parte dal Monte Bianco il primo Piano forestale territoriale della Valle d’Aosta

I boschi di montagna non sono soltanto un elemento del paesaggio alpino: rappresentano una risorsa economica, ambientale e culturale che, se gestita con visione e strumenti adeguati, può contribuire in modo concreto allo sviluppo delle comunità locali. È proprio da questa consapevolezza che prende forma il primo Piano forestale di indirizzo territoriale della Valle d’Aosta, un progetto che parte dall’area del Monte Bianco e che segna un passaggio nuovo nella pianificazione delle risorse forestali regionali.

Nei giorni scorsi l’assessore all’Agricoltura e Risorse naturali Speranza Girod ha incontrato i sindaci dell’Unité des Communes Valdôtaines Valdigne–Mont-Blanc per la consegna ufficiale dell’incarico di redazione del Piano Forestale di Indirizzo Territoriale (PFIT) dell’Area Forestale Mont Blanc. Si tratta del primo strumento di questo tipo realizzato in Valle d’Aosta, destinato a definire linee guida e strategie per la gestione coordinata dei boschi su scala territoriale.

Per l’assessore Girod l’avvio del piano rappresenta un passo importante verso una nuova stagione di valorizzazione delle risorse forestali regionali. «La Valle d’Aosta intende rilanciare con decisione la valorizzazione della risorsa legno e la gestione dei boschi», ha spiegato. «Con strumenti di pianificazione moderni e con il coinvolgimento degli enti locali e degli operatori del territorio vogliamo costruire una gestione più efficiente dei boschi e far ripartire la filiera foresta-legno, capace di generare valore economico, occupazione e benefici ambientali per le nostre comunità di montagna».

Il piano nasce dunque con una duplice ambizione: da un lato migliorare la gestione sostenibile del patrimonio forestale, dall’altro creare le condizioni per rafforzare un settore economico che negli ultimi anni ha faticato a esprimere tutto il proprio potenziale. La filiera del legno, infatti, rappresenta uno degli ambiti su cui la Regione intende investire per promuovere uno sviluppo più radicato nel territorio.

Non a caso l’assessore ha ricordato anche il recente passaggio in Giunta regionale che riguarda proprio le strategie economiche della Valle d’Aosta. «Nella seduta di Giunta di venerdì scorso, su proposta dell’assessore Bertschy, è stato deliberato l’avvio del tavolo tecnico per la definizione degli strumenti attuativi delle linee di indirizzo contenute nel documento “Il piano di sviluppo industriale della Regione autonoma Valle d’Aosta”», ha sottolineato Girod. «All’interno di questo percorso sarà approfondito anche il tema della filiera del legno».

L’area del Monte Bianco è stata scelta come territorio pilota proprio per sperimentare questo nuovo modello di pianificazione forestale. Il PFIT dell’area Mont Blanc, infatti, non sarà soltanto uno strumento tecnico ma anche un’esperienza sperimentale destinata a orientare le politiche future della Regione.

«Il PFIT dell’area Mont Blanc rappresenta un’importante esperienza sperimentale», ha aggiunto l’assessore Girod. «Il modello potrà essere successivamente replicato nelle altre aree forestali della regione, con l’obiettivo di migliorare la pianificazione forestale su scala territoriale, favorire una gestione sostenibile dei boschi e rafforzare lo sviluppo della filiera foresta-legno in Valle d’Aosta».

L’idea è quindi quella di costruire un sistema di pianificazione che tenga insieme tutela ambientale, gestione attiva dei boschi e opportunità economiche per le comunità locali. Un equilibrio particolarmente delicato in un territorio alpino dove il patrimonio forestale rappresenta allo stesso tempo una difesa naturale contro il dissesto idrogeologico, una risorsa ecologica fondamentale e una possibile leva di sviluppo.

Partire dalla Valdigne significa dunque avviare un percorso che potrebbe progressivamente coinvolgere tutta la regione, trasformando il modo in cui la Valle d’Aosta guarda ai propri boschi: non soltanto come patrimonio da conservare, ma anche come risorsa da gestire con intelligenza e visione strategica.

pi.mi.

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