Aosta Capitale - 10 marzo 2026, 10:16

Aosta: Gli aostani indicano la strada per una città più accessibile;dal questionario le priorità per il piano anti-barriere

Il questionario promosso dal Comune di Aosta per il Piano di eliminazione delle barriere architettoniche ha raccolto 119 risposte tra residenti e frequentatori della città. Dalle segnalazioni emergono marciapiedi sconnessi, attraversamenti difficili e carenza di parcheggi per persone con disabilità. Gli assessori Marco Gheller e Corrado Cometto sottolineano il valore della partecipazione e spiegano come le indicazioni dei cittadini diventeranno la base per programmare gli interventi del PEBA nei prossimi anni

Marco Gheller e Corrado Cometto

Marco Gheller e Corrado Cometto

C’è un modo semplice ma spesso decisivo per capire davvero una città: chiedere a chi la vive ogni giorno dove si nascondono gli ostacoli. Non solo quelli visibili, ma anche quelli che rendono più difficile la vita quotidiana di chi ha una disabilità, di chi accompagna un familiare fragile o semplicemente di chi si muove con maggiore fatica negli spazi urbani. È da questo principio che il Comune di Aosta ha scelto di partire per costruire il nuovo Piano per l’eliminazione delle barriere architettoniche, il cosiddetto PEBA, affidandosi direttamente alle segnalazioni dei cittadini.

Per circa due mesi, dal 16 dicembre 2025 al 15 febbraio 2026, l’amministrazione comunale ha promosso un questionario aperto a residenti e frequentatori della città per lavoro, studio o servizi. Il risultato è stato un primo importante termometro delle criticità percepite nello spazio pubblico: 119 risposte che offrono indicazioni concrete su marciapiedi, attraversamenti, pavimentazioni e servizi.

Il questionario è stato pensato per essere il più inclusivo possibile anche nelle modalità di partecipazione. I cittadini potevano compilarlo online in autonomia oppure farsi aiutare dal facilitatore digitale allo sportello dell’“Amico in Comune”, permettendo anche a chi ha minore familiarità con gli strumenti informatici di contribuire all’indagine.

Dalle risposte emerge un quadro abbastanza nitido delle difficoltà che si incontrano nella vita quotidiana. Tra i problemi più segnalati compaiono marciapiedi sconnessi, attraversamenti pedonali poco agevoli e pavimentazioni difficili da percorrere, una criticità particolarmente avvertita nel centro storico. A questo si aggiunge il tema dei parcheggi riservati alle persone con disabilità, che secondo diversi partecipanti risultano insufficienti in alcune aree sensibili della città, soprattutto nelle zone vicine agli ospedali e ai principali servizi pubblici.

Un dato colpisce in modo particolare e racconta quanto il tema dell’accessibilità riguardi una parte ampia della comunità. Più della metà dei partecipanti ha infatti dichiarato di vivere direttamente una condizione di fragilità oppure di accompagnare persone con difficoltà motorie, sensoriali o cognitive. Non si tratta dunque di un tema che riguarda una minoranza, ma di una questione che tocca da vicino moltissime famiglie.

Tra i luoghi citati con maggiore frequenza compare la biblioteca di viale Europa, indicata da diversi cittadini come uno degli edifici pubblici su cui sarebbe opportuno intervenire per migliorare l’accesso e la fruibilità degli spazi. Un segnale che non è passato inosservato all’amministrazione comunale.

L’assessore alle Politiche sociali e ai presìdi di comunità Marco Gheller sottolinea infatti il significato di questa indicazione: «Il fatto che la biblioteca emerga con così tante segnalazioni conferma quanto sia un presidio importante per la comunità. È uno spazio molto frequentato, un luogo di studio e di incontro, e proprio per questo dobbiamo lavorare affinché sia davvero accessibile a tutti».

Per Gheller il dato non rappresenta soltanto una criticità da risolvere, ma anche la dimostrazione di quanto la struttura sia centrale nella vita cittadina. «Quando i cittadini indicano un luogo pubblico come prioritario – osserva – significa che quello spazio è vissuto, utilizzato, sentito come parte della comunità. Il nostro compito è fare in modo che nessuno si senta escluso».

Le segnalazioni raccolte non resteranno semplicemente un elenco di problemi, ma diventeranno materiale di lavoro per la pianificazione degli interventi futuri. Il questionario rappresenta infatti uno dei primi passi nella costruzione del PEBA, lo strumento che consentirà al Comune di programmare nel tempo le azioni necessarie per rendere la città più accessibile.

Lo conferma l’assessore ai Lavori pubblici Corrado Cometto, che mette l’accento soprattutto sul valore della partecipazione civica. «La risposta della cittadinanza è stata molto positiva, sia dal punto di vista quantitativo sia qualitativo», spiega. «Le segnalazioni rappresentano un contributo prezioso che sarà inserito nel PEBA e ci aiuterà a definire con maggiore precisione le priorità degli interventi».

Cometto evidenzia come il piano non sarà un documento statico, ma uno strumento di programmazione destinato ad accompagnare le scelte amministrative nel corso degli anni. «Il PEBA – aggiunge – avrà un orizzonte decennale e servirà a programmare progressivamente gli interventi necessari. Di volta in volta individueremo nei bilanci comunali le risorse economiche per realizzarli».

L’obiettivo dichiarato è trasformare le indicazioni arrivate dai cittadini in una strategia concreta e graduale. Non interventi isolati, dunque, ma una pianificazione capace di migliorare progressivamente l’accessibilità degli spazi pubblici, dagli edifici comunali alle strade, dai percorsi pedonali ai servizi.

In questo senso il questionario rappresenta un primo passo di un percorso più ampio, che punta a costruire una città pensata per tutti. Perché l’accessibilità non riguarda soltanto chi vive una disabilità, ma la qualità stessa dello spazio urbano e il modo in cui una comunità sceglie di prendersi cura dei propri abitanti.

E proprio dall’ascolto dei cittadini, questa volta, la strada sembra essere già stata indicata con chiarezza.

pi.mi,

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