Di Veronica Giacometti ACI Stampa
“Il dialogo fra Gesù e la donna samaritana, la guarigione del cieco nato e la risurrezione di Lazzaro, fin dai primi secoli della storia della Chiesa, illuminano il cammino di chi, a Pasqua, riceverà il Battesimo e inizierà una vita nuova. Queste grandi pagine evangeliche, che leggiamo a partire da questa domenica, sono donate ai catecumeni, ma nello stesso tempo vengono riascoltate da tutta la comunità, perché aiutano a diventare cristiani oppure, se lo si è già, a esserlo con più autenticità e più gioia”. Papa Leone XIV recita l’Angelus con i fedeli ed i pellegrini convenuti in Piazza San Pietro.
Prima della preghiera mariana commenta il Vangelo odierno. “Come Gesù suggerisce alla Samaritana, l’incontro con Lui attiva nel profondo di ciascuno «una sorgente di acqua che zampilla per la vita eterna. Quante persone, in tutto il mondo, cercano anche oggi questa sorgente spirituale! «A volte riesco a raggiungerla – scriveva la giovane Etty Hillesum nel suo diario –, più sovente essa è coperta da pietre e sabbia: allora Dio è sepolto. Allora bisogna dissotterrarlo di nuovo. Carissimi, non c’è energia spesa meglio di quella che dedichiamo a liberare il cuore. Per questo, la Quaresima è un dono: entriamo nella terza settimana e possiamo ormai intensificare il cammino!”, dice il Papa.
Poi il Pontefice aggiunge: “Nei campi, quattro mesi prima della mietitura, non si vede quasi nulla. Ma là dove noi non vediamo nulla, la Grazia è già in azione e i frutti sono pronti da raccogliere. La messe è molta: forse gli operai sono pochi, perché distratti da altre attività. Gesù, invece, è attento. Quella donna samaritana, stando alle consuetudini, avrebbe dovuto semplicemente ignorarla; invece Gesù le parla, la ascolta, le dà credito senza secondi fini e senza disprezzo. Quante persone cercano nella Chiesa questa stessa delicatezza, questa disponibilità!”.
“E come è bello quando perdiamo il senso del tempo per dare attenzione a chi incontriamo, così com’è. Gesù dimenticava persino di mangiare, tanto lo nutriva la volontà di Dio di raggiungere tutti nel profondo. Così la Samaritana diventa la prima di tante evangelizzatrici. Dal suo villaggio di disprezzati e reietti, molti, per la sua testimonianza, vengono incontro a Gesù, e anche in loro la fede sgorga come acqua pura”, conclude infine il Pontefice.
Subito dopo la preghiera mariana il Papa passa ai consueti saluti e appelli. Il primo forte appello è per la pace. “Da Iran, da tutto il Medio Oriente continuano a giungere notizie che destano profonda costernazione, agli episodi di violenza e devastazione, il clima di odio e paura si aggiunge il timore che il conflitto si allarghi”. Il Papa ricorda “il caro Libano”, la paura che “possa sprofondare nuovamente nell’instabilità”, per questo “eleviamo la nostra umile preghiera al Signore, perché cessi il fragore delle bombe, tacciano le armi, e si apra uno spazio di dialogo, nel quale si possa sentire la voce dei popoli. Affido questa supplica a Maria, Regina della Pace: interceda per coloro che soffrono a causa della guerra e accompagni i cuori lungo sentieri di riconciliazione e di speranza.”.
Poi il pensiero per ieri, 8 marzo, ricorre giornata della donna. “Rinnoviamo l’impegno che per noi cristiani è fondato sul Vangelo per il riconoscimento della pari dignità tra uomo e donna, purtroppo molte donne fin dall’infanzia sono ancora discriminate , a loro va la mia solidarietà e preghiera”, dice infine il Papa.





