ISTRUZIONE E FORMAZIONE - 06 marzo 2026, 21:29

Pollein: Il Comune diventa una scuola di cittadinanza

C’è un modo semplice, concreto e intelligente per insegnare ai più giovani che cosa significhi davvero vivere in una comunità: aprire loro le porte delle istituzioni e dei luoghi della tradizione

In visita all'aula del Consiglio comunale

In visita all'aula del Consiglio comunale

È quanto è accaduto in questi giorni a Pollein, dove bambini e bambine delle scuole del paese hanno potuto scoprire da vicino non solo il funzionamento del Comune, ma anche uno dei simboli più autentici della vita comunitaria alpina: il forno comunale.

L’iniziativa, promossa dall’amministrazione guidata dal sindaco Angelo Filippini, ha offerto agli alunni un’esperienza che va ben oltre la semplice visita scolastica. Mercoledì 4 marzo le classi quarte e quinte della scuola primaria sono state accolte in Municipio dallo stesso sindaco, dall’assessora all’istruzione Cristiana Canestrelli e dalla presidente del Consiglio comunale Carole Perrier. Dopo aver visitato gli uffici e aver incontrato gli impiegati, i ragazzi hanno potuto ascoltare direttamente dai rappresentanti istituzionali come funziona l’amministrazione comunale, come si prendono le decisioni e quale sia il ruolo del Consiglio.

Il momento più interessante è arrivato alla fine della visita, quando i giovani studenti hanno simulato una vera seduta consiliare. Hanno discusso e votato una mozione, sperimentando in prima persona il valore del confronto, della partecipazione e delle decisioni condivise. Un piccolo esercizio di democrazia che, per molti di loro, rappresenterà probabilmente il primo ricordo concreto di cosa significhi amministrare una comunità.

Oggi, venerdì 6 marzo, l’esperienza è proseguita con una seconda tappa altrettanto significativa. Bambini e bambine della scuola dell’infanzia e della primaria hanno visitato il forno comunale di Pollein, recentemente ristrutturato e restituito alla comunità. Non si tratta soltanto di un edificio recuperato, ma di un luogo carico di significato nella storia delle comunità alpine, dove per secoli le famiglie si sono ritrovate per cuocere il pane, scambiarsi notizie e rafforzare i legami sociali.

Accompagnati dalle insegnanti e accolti con entusiasmo dal comitato di gestione del forno, i piccoli visitatori hanno potuto scoprire da vicino questo spazio che custodisce saperi e tradizioni. Ma soprattutto hanno potuto fare esperienza diretta. Con l’aiuto dei volontari hanno messo le mani in pasta, preparando biscotti che poi hanno portato a casa per condividerli con le loro famiglie. Un gesto semplice, ma ricco di significato: imparare facendo, sperimentare con le proprie mani, trasformare un’attività in un momento di scoperta.

Visita al forno comunale

Come ha spiegato il sindaco Angelo Filippini, l’iniziativa ha avuto un valore educativo importante. Conoscere il proprio territorio e i luoghi della comunità significa rafforzare il senso di appartenenza e comprendere il ruolo che ciascuno può avere nella vita collettiva. Allo stesso tempo, attività pratiche come impastare e modellare aiutano a sviluppare manualità, coordinazione e capacità motorie, oltre a stimolare la collaborazione e il rispetto dei tempi e dei ruoli.

C’è però un messaggio ancora più profondo che emerge da queste giornate. In un’epoca in cui spesso si parla dei giovani con preoccupazione o diffidenza, esperienze come questa dimostrano quanto sia invece importante investire fiducia nelle nuove generazioni. Quando ai ragazzi viene data l’occasione di capire, partecipare e sperimentare, la risposta è quasi sempre fatta di entusiasmo, curiosità e voglia di imparare.

Per questo iniziative come quella organizzata dal Comune di Pollein meritano attenzione e riconoscimento. Non sono soltanto momenti didattici, ma veri e propri percorsi di educazione civica e comunitaria, nei quali i più piccoli scoprono che dietro un edificio pubblico o un forno di paese ci sono storie, responsabilità e persone che lavorano per il bene comune.

L’amministrazione comunale ha voluto ringraziare il comitato di gestione del forno, i volontari e le insegnanti che hanno accompagnato i bambini durante queste giornate. Ma forse il ringraziamento più grande va proprio ai ragazzi stessi, che con la loro energia e la loro naturale curiosità ricordano agli adulti una verità spesso dimenticata: il futuro delle comunità non nasce nei grandi discorsi, ma nei piccoli gesti di partecipazione e di fiducia che si costruiscono giorno dopo giorno.

pi.mi/ob

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