Tra le accise e i rialzi dovuti al nuovo devastante conflitto in Medio Oriente, i prezzi dei carburanti, specialmente del diesel, schizzano alle stelle.
I listini si aggiornano, come sempre, al rialzo alla velocità della luce. Peccato che non avvenga mai il contrario quando dovrebbero scendere.
Lo hanno scoperto da stamattina gli automobilisti che, alla pompa, si sono ritrovati con la benzina mediamente a 1,67 euro al litro e il diesel a 1,732 euro (prezzi self, dati di Quotidiano Energia).
Aumenti inauditi e, a nostro avviso, spropositati. Già a giugno 2025, quando si erano manifestate le prime e più concrete avvisaglie del conflitto con l’Iran, Brent e WTI erano schizzati a livelli analoghi a quelli odierni. I carburanti, però, erano rimasti su livelli decisamente più bassi.
Secondo le stime dell’O.N.F. – Osservatorio Nazionale Federconsumatori, che tengono conto sia dell’andamento del cambio sia delle quotazioni del petrolio, i prezzi dei carburanti si trovano oggi ben al di sopra della soglia a cui dovrebbero attestarsi. Eclatante il caso del diesel che, a parità di accisa (quindi senza considerare il rialzo avvenuto a gennaio), dovrebbe costare ben 9,8 centesimi in meno.
Questo sovrapprezzo si traduce, per gli automobilisti che guidano auto a gasolio, in un aggravio diretto di oltre 94 euro annui.
Ma sono ancora più pesanti gli effetti indiretti che colpiscono tutti i cittadini. Oltre l’86% dei beni di largo consumo viene trasportato su gomma: secondo i nostri calcoli, gli aumenti conseguenti ammontano a +111,08 euro annui.
Complessivamente, quindi, un automobilista (calcolando la media tra auto a benzina e auto a gasolio) subirà rincari pari a 186,64 euro all’anno.
Da tempo chiediamo massima trasparenza e vigilanza da parte delle istituzioni competenti in un settore afflitto da intollerabili fenomeni speculativi. Oggi è necessario farlo con ancora maggiore forza, per contrastare e punire tempestivamente tali dinamiche che penalizzano i cittadini e incidono negativamente sull’intero sistema economico.
Per fare chiarezza sull’andamento dei prezzi alla pompa, alla luce di queste dinamiche, Federconsumatori ha avviato un monitoraggio costante dei carburanti, che tiene conto non solo delle variazioni di mercato e delle accise, ma anche dell’andamento del cambio euro/dollaro.





