Sarà il Pulse Day più alto d’Italia quello in programma domenica 1° marzo 2026 a Plan Maison, a 2.500 metri di quota, nel comprensorio di Cervinia, nel comune di Valtournenche. Un’iniziativa dal forte valore simbolico e sanitario che unisce la spettacolarità dell’ambiente alpino all’importanza della prevenzione cardiovascolare. L’evento si inserisce nella giornata mondiale del controllo del polso promossa da AIAC – Associazione Italiana di Aritmologia e Cardiostimolazione, con l’obiettivo di sensibilizzare la popolazione sulla diagnosi precoce delle aritmie cardiache, in particolare della fibrillazione atriale.
Protagonista dell’appuntamento sarà la Struttura Complessa di Cardiologia dell’Ospedale regionale di Aosta, diretta dal dottor Paolo Scacciatella, che sarà presente con la dottoressa Bruna Catuzzo, il dottor Marcello Giudice – entrambi cardiologi con competenze specifiche in ambito aritmologico – e la dottoressa Francesca Gaspard, medico specializzando in Cardiologia. I professionisti saranno impegnati in attività divulgativa e informativa rivolta a sciatori e turisti, grazie anche al sostegno di Cervino Spa, che metterà a disposizione un gazebo dedicato. L’appuntamento è fissato dalle ore 9 alle ore 16, in quella che diventerà la postazione Pulse Day organizzata alla quota più elevata del Paese.
Il 1° marzo di ogni anno il Pulse Day ricorda un dato tanto semplice quanto allarmante: una persona su tre nel mondo è a rischio di sviluppare un’aritmia cardiaca nel corso della propria vita. Le aritmie rappresentano un problema di salute pubblica in costante crescita e figurano tra le principali cause di ospedalizzazione. La più frequente è la fibrillazione atriale, definita non a caso una delle “epidemie” del nuovo millennio per la sua ampia diffusione. La prevalenza aumenta con l’età: in Europa un cinquantacinquenne su tre ha la probabilità di svilupparla nel corso della vita.
Non sempre, però, la fibrillazione atriale si manifesta con sintomi evidenti. In circa il 30% dei casi è silente e viene scoperta casualmente o, nei casi più gravi, in seguito a eventi come ictus cerebrale o scompenso cardiaco. «Imparare a misurare correttamente il proprio polso è un gesto semplice, alla portata di tutti, ma di enorme valore per la prevenzione – sottolinea la dottoressa Bruna Catuzzo –. Un ritmo irregolare può essere il primo segnale di una fibrillazione atriale, anche in assenza di sintomi. Riconoscerla precocemente significa poter intervenire tempestivamente, riducendo in modo significativo il rischio di complicanze gravi come l’ictus».
Il controllo manuale del polso rappresenta infatti un primo, efficace strumento per individuare eventuali irregolarità del ritmo cardiaco. A questo si affiancano oggi tecnologie sempre più accessibili: misuratori di pressione dotati di algoritmi specifici, dispositivi palmari, fino agli smartwatch di ultima generazione, che consentono di intercettare precocemente possibili aritmie e indirizzare il paziente verso gli accertamenti necessari.
La Cardiologia dell’Ospedale regionale di Aosta è da anni impegnata anche sul fronte dell’innovazione tecnologica. In Valle d’Aosta sono circa 2.300 i pazienti portatori di dispositivi cardiaci impiantabili – come pacemaker, defibrillatori e loop recorder – e di questi circa 2.000 sono attualmente seguiti attraverso sistemi di monitoraggio remoto. Una modalità che permette di effettuare controlli direttamente da casa, evitando spostamenti fino all’ospedale, e che consente una diagnosi più tempestiva di eventuali problematiche tecniche o cliniche, anticipando le terapie necessarie. Si tratta di uno dei settori più strutturati della telemedicina valdostana.
Riconoscere e trattare precocemente la fibrillazione atriale è fondamentale: chi ne è affetto presenta un rischio di ictus aumentato di cinque volte, un rischio di scompenso cardiaco triplicato e una mortalità doppia rispetto alla popolazione generale. Secondo i dati del Global Burden of Disease, nel 2017 la fibrillazione atriale ha contribuito a circa 280.000 decessi nel mondo.
Con la presenza a Cervinia, in uno dei luoghi simbolo del turismo alpino italiano, la Cardiologia dell’Ospedale regionale di Aosta ribadisce il proprio impegno nella promozione della salute cardiovascolare e nella diffusione della cultura della prevenzione. Un messaggio che, a 2.500 metri di quota, punta ad arrivare ancora più lontano.





