Il bene comune - 20 febbraio 2026, 14:20

Nasce il Fondo Nicholas Pera: la solidarietà che trasforma il dolore in cura

La Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta lancia un nuovo fondo dedicato a Nicholas Pera per finanziare progetti in ambito sanitario e oncologico, trasformando il dolore in un gesto concreto di solidarietà

Nicholas Pera con la moglie Roberta

Nicholas Pera con la moglie Roberta

Per contribuire: Banca di Credito Cooperativo Valdostana – IBAN IT53Q0858701211000110150701; Banca Intesa Sanpaolo – IBAN IT73G0306909606100000005667; UniCredit – IBAN IT37G0200801210000102396075 (causale: Donazione sul Fondo Nicholas Pera).

C’è un modo silenzioso ma potentissimo di reagire al dolore: trasformarlo in bene comune. È con questo spirito che la Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta annuncia l’avvio del “Fondo in memoria di Nicholas Pera”, uno strumento pensato per sostenere progetti in ambito sanitario e oncologico sul territorio valdostano e anche oltre i suoi confini.

Nicholas, di origini varesine ma valdostano per scelta e per amore, ha vissuto ogni stagione della sua vita con intensità e coraggio. Anche quando si è trovato ad affrontare una malattia oncologica che lo ha portato via nell’ottobre 2025, a soli 38 anni, pochi mesi dopo la nascita della piccola Matilde. La sua storia non è solo quella di una battaglia contro la malattia, ma soprattutto quella di un uomo capace di lasciare un segno fatto di generosità, allegria e attenzione sincera verso gli altri.

Il fondo nasce proprio da qui: dalla volontà di non lasciare che il ricordo resti chiuso nella dimensione privata del lutto, ma di trasformarlo in un’opportunità concreta per chi oggi si trova a combattere sfide simili. Attraverso le donazioni raccolte, la Fondazione si propone di sostenere interventi capaci di migliorare la qualità della vita dei malati e delle loro famiglie, promuovendo al tempo stesso una cultura della solidarietà autentica, fatta di prossimità reale e non di parole di circostanza.

“Al momento – spiega il Segretario generale Patrik Vesan – presso la nostra Fondazione sono attivi otto fondi memoriali. L’obiettivo è consentire a chi lo desidera di trasformare il dolore di una perdita in un gesto di gratitudine e memoria attiva: un modo per far sì che la persona scomparsa continui a lasciare un segno concreto, sostenendo chi ha più bisogno.” Parole che raccontano una visione precisa: la memoria come responsabilità verso la comunità.

Il “Fondo in memoria di Nicholas Pera” è stato istituito anche per custodire e rilanciare i valori che Nicholas ha incarnato nella sua vita quotidiana: la capacità di sdrammatizzare con ironia, la saggezza discreta, l’umanità nei piccoli gesti. Valori che oggi diventano azioni, sostegno, aiuto tangibile per chi affronta percorsi di cura spesso complessi e carichi di incertezze.

“Questo fondo nasce per dare forza a chi si trova nella sua situazione oggi, per la salute dei malati e delle loro famiglie”, spiega la moglie Roberta, ringraziando le tante persone che in questi giorni hanno già voluto manifestare la loro vicinanza con le prime donazioni. “Lo scopo è dare a Nicholas una nuova vita, attraverso quella di coloro che potranno beneficiare della generosità di chiunque voglia donare.”

Chiunque desideri contribuire può farlo tramite bonifico bancario intestato a Fondazione comunitaria della Valle d’Aosta, specificando la causale “Donazione sul Fondo Nicholas Pera”, ai seguenti conti correnti: Banca di Credito Cooperativo Valdostana – Filiale Arco d’Augusto – IBAN IT53Q0858701211000110150701; Banca Intesa Sanpaolo – Filiale 55000 – IBAN IT73G0306909606100000005667; UniCredit – Aosta Conseil – IBAN IT37G0200801210000102396075.

L’invito è rivolto alla cittadinanza, alle associazioni, alle imprese e a tutte le realtà del territorio: partecipare significa trasformare un’esperienza di dolore in una risorsa condivisa, capace di generare cura, sostegno e speranza. È così che una vita continua a parlare, a operare, a costruire bene comune.

Per chi volesse approfondire ulteriormente la storia di Nicholas, rimando al sito della Fondazione comunitaria con il racconto della moglie Roberta

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