Aosta Capitale - 20 febbraio 2026, 10:00

Aosta: Quartiere Cogne, la comunità come primo servizio pubblico

Il Comune di Aosta, attraverso l’Assessorato alle Politiche sociali e Presidi di comunità, ha approvato una delibera che dà forma a un Protocollo di intesa triennale tra la Regione Autonoma Valle d’Aosta, il Comune stesso e l’Azienda Regionale per l’Edilizia Residenziale (ARER)

Aosta: Quartiere Cogne, la comunità come primo servizio pubblico

Un quartiere è come una casa grande: se una finestra resta chiusa troppo a lungo, l’aria si fa pesante per tutti. Se invece qualcuno apre, ascolta, interviene prima che una crepa diventi frattura, allora quella casa respira. È da qui che bisogna partire per capire cosa sta accadendo al quartiere Cogne, dove abitano quasi 2.000 persone e dove oggi si prova a trasformare i servizi sociali in presenza quotidiana, non in sportello distante.

Il Comune di Aosta, attraverso l’Assessorato alle Politiche sociali e Presidi di comunità, ha approvato una delibera che dà forma a un Protocollo di intesa triennale tra la Regione Autonoma Valle d’Aosta, il Comune stesso e l’Azienda Regionale per l’Edilizia Residenziale (ARER). Non un atto burocratico in più, ma un accordo che mette nero su bianco ruoli, impegni e modalità di collaborazione con un obiettivo chiaro: sostenere gli assegnatari degli alloggi di edilizia residenziale pubblica, prevenire il disagio abitativo e rafforzare la convivenza.

Nel quartiere Cogne la parola chiave è prevenzione. Intercettare prima, accompagnare meglio, evitare che una difficoltà economica temporanea si trasformi in morosità cronica, che un conflitto tra vicini diventi una frattura insanabile, che una fragilità personale scivoli nell’isolamento. Con il Protocollo, politiche abitative e servizi sociali vengono finalmente messi in rete, creando un sistema coordinato di segnalazioni e interventi. È un cambio di prospettiva: non più interventi a posteriori, ma attenzione costante.

Chi vive in queste palazzine sa che il quartiere non è solo un insieme di alloggi ERP. È un microcosmo fatto di anziani soli, famiglie giovani, persone che hanno perso il lavoro, nuovi arrivati che cercano stabilità. È un luogo che negli anni ha conosciuto difficoltà, ma anche una forte identità. Ed è qui che la presenza concreta fa la differenza.

Il servizio di portierato sociale, attivo dal 2021 e ora esteso all’intera area, è diventato un presidio riconoscibile. Nella sede di place Soldats de la Neige non si entra solo per una pratica: si entra per chiedere orientamento, per sciogliere un dubbio amministrativo, per trovare mediazione in un conflitto di vicinato. È un punto di ascolto che abbassa le distanze tra istituzioni e cittadini.

Accanto al portierato operano il Servizio di Prossimità comunale e il Punto Unico di Accesso, strumenti che facilitano l’ingresso ai servizi sociali e sociosanitari e rafforzano la presa in carico delle situazioni più delicate. La differenza, spesso, sta proprio qui: non lasciare sola la persona davanti alla complessità delle procedure, ma accompagnarla dentro un sistema che si coordina.

Il senso di questo accordo non è soltanto amministrativo. È culturale. Significa riconoscere che la riqualificazione urbana non si misura solo con il rifacimento delle facciate o con nuovi spazi pubblici, ma con la qualità delle relazioni che si costruiscono tra chi abita quegli spazi. Significa trasformare l’edilizia pubblica da semplice risposta abitativa a piattaforma di comunità.

Per un quartiere che ospita quasi 2.000 residenti, questo può diventare un punto di svolta. Non perché risolva ogni problema, ma perché mette in campo una rete stabile, un coordinamento più efficace tra istituzioni e una maggiore attenzione alle persone. È un investimento sulla coesione, sulla consapevolezza, sulla partecipazione.

Se la casa grande torna a respirare, non è solo merito dei muri. È merito di chi sceglie di prendersene cura ogni giorno. E al quartiere Cogne, oggi, si prova a farlo con un’idea semplice e ambiziosa insieme: fare dei servizi sociali il primo mattone di una comunità più forte.

pi.mi.

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